Patteggia l’albanese che accusa il primario

10 Giugno 2016

L’uomo sosteneva che il cardiologo Ciampini gli avesse chiesto dei soldi per far operare il padre

GIULIANOVA. Ha accusato il primario di cardiologia dell'ospedale di Giulianova Vito Ciampini di avergli chiesto cinquemila euro per far operare il padre, cardiopatico, in un ospedale pubblico. Accusa che gli è costata la contestazione, in concorso con lo stesso medico, del reato di induzione indebita a dare o promettere utilità. Per questo reato, ieri mattina, Oxscia Eltion, albanese di 30 anni (difeso dall’avvocato Paola Pedicone), ha patteggiato la pena di un mese davanti al gup Domenico Canosa. La vicenda per la quale l'albanese ha patteggiato è quella che ha riguardato il primario del reparto di cardiologia dell'ospedale di Giulianova, Ciampini, finito nel mirino degli investigatori dopo che l'uomo, in occasione di un arresto per droga, aveva dichiarato di essersi avvicinato a quel mondo anche per pagare cinquemila euro chiesti dal primario per far operare il padre in un ospedale pubblico. I pm Luca Sciarretta e Andrea De Feis (i due sostituti procuratori titolari del fascicolo) ipotizzano a carico del medico anche i reati di peculato e truffa in relazione all’attività di intramoenia fatta nel suo studio privato, ovvero visite mediche per conto dell’Asl fuori dall’orario di lavoro che la legge consente sia negli ambulatori ospedalieri sia negli studi privati con, in entrambi i casi, l’obbligo di versare una parte degli incassi all’azienda sanitaria. Cosa che, secondo l’accusa della procura, il primario, non avrebbe fatto.

E proprio in relazione ai reati di peculato e truffa ai danni della Asl, nei giorni scorsi la procura ha chiesto ed ottenuto dal gip Domenico Canosa il provvedimento di sequestro dei 73mila euro sui conti del medico, provvedimento che l’altro ieri è stato eseguito dalla guardia di finanza. A far partire le indagini, lo scorso anno, erano state le dichiarazioni di un albanese, vicino di casa del medico, che dopo un arresto per droga ad Ancona, nel 2014, aveva dichiarato, tra le altre cose, di essersi avvicinato a quel mondo anche per reperire i soldi che gli erano stati chiesti dal primario per far operare il padre. I fatti contestati al medico risalgono al 2012 con il padre dell'albanese, cardiopatico, che dopo essersi sentito male poco dopo il suo arrivo in Italia, era stato inizialmente assistito a Giulianova per poi essere trasferito a Teramo dove, dopo gli accertamenti del caso, i medici dell’ospedale Mazzini avevano deciso di sottoporlo ad un intervento chirurgico.(d.p.)

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