Pavone evita lo scontro con i dissidenti

Roseto, il sindaco ringrazia il dimissionario Marini e dà il benvenuto al subentrante Vannucci
ROSETO. «A Gianfranco Marini va il mio più sentito ringraziamento e quello di tutta la maggioranza comunale per l’importante lavoro svolto a favore di questa amministrazione che ha contribuito a creare e a far vincere quando, nel 2011, fu uno dei più strenui e convinti fautori del bisogno di cambiamento politico e amministrativo che animava la città di Roseto». Così il sindaco Enio Pavone all’indomani delle dimissioni del consigliere di maggioranza Marini, eletto alle ultime amministrative nella lista dei liberalsocialisti, la stessa del primo cittadino.
A prima vista un messaggio di circostanza, che però contiene tra le righe un velato appello a non dimenticare la storica vittoria sul centrosinistra rosetano e, soprattutto, a fare in modo che questa maggioranza non coli a picco. Sì, perché nel suo discorso di commiato Marini ha usato parole molto dure contro la maggioranza di cui ha fatto parte fino a quel momento, lasciando intendere che il suo gesto è stato solo il preludio a una dura azione di opposizione che sarà portata avanti dal suo successore, cioè Ezio Vannucci, il quale si insedierà nel prossimo consiglio comunale.
Nessuno, al momento, conosce le intenzioni di Vannucci, nonostante è noto che abbia da tempo interrotto ogni rapporto con Pavone e compagni. Però, a giudicare dal siparietto messo in atto durante il consiglio di martedì, con Vannucci seduto tra il pubblico che ha bacchettato il capogruppo liberalsocialista Peppe Tuccella, il quale nel suo intervento non ha salutato l’ingresso dell’ex assessore provinciale nell’assise rosetana, sembrerebbe proprio che il nuovo consigliere comunale non sarà affatto tenero nei confronti dei suoi ex compagni.
Anche per questo motivo, forse, il sindaco nel suo messaggio del giorno dopo si è affrettato a recuperare, dando «il benvenuto», si legge ancora nella nota del sindaco, «all’ex assessore provinciale Ezio Vannucci, politico di grande esperienza che, sono certo, darà il suo contributo a questa amministrazione». Da Marini, peraltro, il sindaco sostiene di aspettarsi «che continui comunque ad offrire il suo contributo, fatto di grande esperienza e saggezza». Una sviolinata che stride con le durissime parole usate da Marini nell’annunciare le proprie dimissioni. Soprattutto nel passaggio in cui ha parlato della situazione dell’edilizia privata, suscitando la reazione piccata di Alberto Caporaletti - anche lui consigliere liberalsocialista che ha da poco avuto l’incarico di seguire proprio il settore dell’edilizia privata - il quale ha avuto qualche duro scambio di battute con Marini. «La gestione non corretta dell’urbanistica», ha sottolineato Marini, «pochi mesi fa la definii approssimativa e superficiale, oggi la definisco dannosa e pericolosa».
Federico Centola
©RIPRODUZIONE RISERVATA

