Pavone lancia un nuovo attacco agli alleati

Il consigliere chiede chiarimenti sul caso delle indennità da restituire: «Si nascondono documenti»
ROSETO. Nuovo attacco del consigliere e presidente della commissione urbanistica, Enio Pavone, alla sua maggioranza. In uno dei suoi numerosi interventi, infatti, ha prima espresso le sue preoccupazioni sulla scarsità di personale dell’ufficio urbanistico che, a suo avviso, determina la lentezza di alcuni strumenti indispensabili per lo sviluppo della città, ma soprattutto ha accusato la sua maggioranza di voler «nascondere dei documenti». «In una città di 26mila abitanti», ha detto Pavone, «non ci possono essere documenti segreti. Dobbiamo aprirci, non abbiamo timore di far vedere le cose se non si ha niente da nascondere. Soprattutto non avere timori quando ci si assume responsabilità grosse. Questa è una città dove c’è stata sempre una grande trasparenza amministrativa e non può essere che un’amministrazione di cui io faccio parte mi segreta le carte».
È chiaro il riferimento di Pavone al caso delle indennità da restituire, per cui in questi giorni stanno arrivando le lettere a 42 ex amministratori, anche se per il momento non sono specificate le eventuali somme. Sull’urbanistica invece Pavone è preoccupato per lo stato del personale. « È appena andato via il dirigente Fabio Ciarallo», ha aggiunto Pavone, «e al momento l’ufficio è composto solo da due tecnici e da due amministrativi. Ci sono strumenti importanti, ad esempio il Pan del Borsacchio e piano demaniale da approvare al più presto». L’unico a votare contro il documento programmatico è stato il consigliere di Fratelli d’Italia, Francesco Di Giuseppe. «Preoccupa la scelta dell’amministrazione Nugnes di proseguire sulla stessa linea d’onda della passata amministrazione sul tema del futuro della nostra città», precisa Di Giuseppe, «noi di Fdi riteniamo il documento programmatico inadeguato, confuso e incompleto. È urgente invece affrontare il tema dei vincoli decaduti, potenziale bomba pronta a detonare, riprendere in mano i piani particolareggiati di Montepagano e Casal Thaulero, completare quello di Cologna Paese e adottare quello di Roseto centro».(l.v.)
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