Pavone: «Niente Bandiera blu? È tutta colpa dei fiumi inquinati»

12 Maggio 2016

È la motivazione che ha dato la Fee al Comune di Roseto, ma il sindaco ritiene comunque anomala la decisione della Fondazione visto che l’anno scorso non ci sono stati divieti di balneazione

ROSETO. «Si tratta, francamente, di una decisione piuttosto anomala, per non dire altro». Questo il commento del sindaco Enio Pavone alla mancata assegnazione della Bandiera blu a Roseto da parte della Fondazione per l’educazione ambientale (Fee), che ha così interrotto un trend che durava consecutivamente da 17 anni. «Il 2015 è stato l’unico anno in cui non ho emesso alcuna ordinanza di divieto di balneazione», aggiunge Pavone, «mentre negli anni precedenti, malgrado avessimo dovuto prendere diverse volte questa decisione, la bandiera non ci è stata negata».

A questo deve aggiungersi, prosegue Pavone, «la qualità dei servizi immutata, la raccolta differenziata in continuo aumento, la conferma della bandiera verde per le spiagge a misura di famiglie e bambini, diversi parametri in crescita e la qualità generale delle acque in deciso miglioramento in diverse zone». Una descrizione che sembrera stridere con la decisione della Fee se non fosse per «i pessimi risultati» ammette il sindaco , «fatti registrare nei punti di prelievo nei pressi della foce del Vomano, ma soprattutto del Tordino».

Dunque l’inquinamento dei fiumi ha fatto sì che la Bandiera blu fosse negata a Roseto per la prima volta dopo tanti anni. «Una sorte», conferma Pavone, «che ha riguardato anche altri comuni del litorale teramano, tutti uniti dal fatto di avere le foci dei fiumi che scaricano sul proprio territorio». Dito puntato sulla Regione, cui compete il controllo e la pulizia dei corsi fluviali. «Per fare in modo che i sette Comuni della costa teramana abbiano la Bandiera Blu», ha affermato il sindaco uscente, «c’è bisogno che la Regione si attivi in maniera puntuale e precisa per la pulizia dei fiumi e la salvaguardia degli argini. Abbiamo partecipato a numerosi incontri con i vertici regionali su certe tematiche, spesso si è parlato di contratti di fiume e altre iniziative, ma se queste restano sulla carta non servono a nulla. Non è possibile che le amministrazioni locali si impegnino anima e corpo per l’ottenimento della bandiera blu per poi vedersi negato il riconoscimento a causa di problematiche su cui il comune non ha alcun potere».

«La criticità che mi è stata manifestata è relativa all’emergenza fiumi», interviene l’assessore all’ambiente Fabrizio Fornaciari, che martedì è andato a chiedere chiarimenti alla Fee, «un problema che riguarda tutto l’Abruzzo. Il nostro Comune ha fatto la sua parte e il miglioramento e la qualità di certi parametri lo dimostrano, ma i dati dei prelievi nei pressi della foce di Vomano, ma soprattutto Tordino, non lasciano scampo. Purtroppo, è bene sottolinearlo, il loro inquinamento parte a monte e riguarda tutti i territori che attraversano, e ognuno di questi deve fare la sua parte».

Quindi sindaco e assessore hanno voluto togliersi un sassolino dalla scarpa riservando un pensiero a presunti detrattori. «Non si può fare politica contro il proprio territorio», rimarca Pavone, «fare segnalazioni contro la propria città, come ha fatto il Wwf lo scorso mese di marzo in occasione della vicenda fratino, poi rivelatasi infondata. Roseto è purtroppo piena di pseudo-associazioni ambientaliste e ambientalisti radical-chic che, pur di avere un briciolo di visibilità, sono pronti a scrivere contro, anche inventandosi storie, al solo fine di provare a prendere qualche voto in più. Roseto ha bisogno di gente seria e che ami la propria città, di una classe politica che lavori per il suo bene, altro che questi soggetti che sanno solo parlarne male». «Ci auguriamo, su certi temi», conclude Fornaciari, «una maggiore unità politica per il bene della città e per una loro risoluzione. Conta poco esacerbare gli animi per un mero tornaconto elettorale quando i dati e i problemi sono sotto gli occhi di tutti».

Federico Centola

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