Pavone: sui debiti ereditati sfido il sindaco al confronto

9 Dicembre 2018

ROSETO. « Ho sfidato più volte Sabatino Di Girolamo a discutere sulla finanza pubblica in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo, perciò colgo l’occasione per rilanciare la mia proposta». Enio Pavone...

ROSETO. « Ho sfidato più volte Sabatino Di Girolamo a discutere sulla finanza pubblica in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo, perciò colgo l’occasione per rilanciare la mia proposta». Enio Pavone ribadisce la propria volontà di confrontarsi con il sindaco o con qualsiasi esponente dell’amministrazione rosetana sui temi relativi al bilancio comunale.
L’ex primo cittadino replica così a quanto sostenuto dal segretario cittadino del Pd Simone Aloisi, che aveva accusato la precedente giunta di non avere pagato alla Provincia dal 2013 a metà 2016 la Tefa, tassa per la tutela e l’igiene dell’ambiente, lasciando nelle casse comunali un buco di 700mila euro. Il debito sarebbe poi stato estinto attraverso un piano di rientro concordato fra i due enti. A giudizio dell’esponente dell’attuale maggioranza, queste risorse sarebbero state tolte a interventi agli asfalti e per la manutenzione. «Trovo patetico e imbarazzante che dopo più di due e mezzo di amministrazione il sindaco e i suoi consiglieri non trovino di meglio», replica Pavone, «che addebitare ad altri la responsabilità della loro assoluta incapacità operativa e dell’isolamento che hanno nei confronti dei cittadini, dopo una serie di promesse non mantenute come quella di tenere la città più pulita e di renderla più sicura». L’ex sindaco ricorda infine agli attuali amministratori di non essere stati i soli a ricevere disavanzi in eredità dai predecessori. «Abbiano almeno la decenza di stare zitti e di smetterla a lamentarsi del passato», insiste Pavone, «anch’io potrei ricordare loro il “regalo” lasciatomi sul Cirsu o sugli oltre cinque milioni delle sentenze per gli espropri di Garzia e Boccabella che la mia amministrazione ha dovuto pagare». (p.s.)
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