Paziente del Mazzini con un ictus trasferita all’Aquila

Impossibile eseguire il trattamento endovascolare Assente l’unico medico abilitato dopo l’addio di Di Egidio
TERAMO. Era solo questione di tempo. Domenica scorsa la prima paziente arrivata all’ospedale di Teramo con un ictus per cui c’era l’indicazione di una procedura endovascolare è stata trasferita all’Aquila.
È l’effetto dell’addio alla Asl di Teramo di Vincenzo Di Egidio, primario di radiologia e stimato radiologo interventista dal 1° agosto ha assunto l’incarico a Pescara. E a Teramo si è posto il problema di chi fosse in grado di eseguire procedure endovascolari per patologie come ictus, aneurismi e Mav. Ce n’è uno solo, Edoardo Puglielli, che domenica non era in servizio. E allora è scattata l’alternativa: la convenzione con la Asl dell’Aquila, stretta dalla Asl teramana il 10 agosto scorso. Le urgenze che riguardano ictus e aneurismi e che non possono essere trattate dall’unico radiologo interventista rimasto vengono dirottate all’Aquila. In pratica il Mazzini che dal 2009 ha attirato pazienti per questo tipo di trattamenti, arrivando a essere fra i primi in Italia per numero di interventi, ora deve rivolgersi altrove. Quelli che parlano in gergo tecnico direbbero che da ospedale spoke è diventato hub.
L’effetto pratico è che la paziente, una teramana di 90 anni, dopo essere arrivata all’ospedale di Teramo e aver ricevuto la diagnosi, è stata caricata su un’ambulanza e portata all’Aquila. Sono state impiegate quasi un paio d’ore in più per eseguire un trattamento su una patologia che non a caso si chiama “tempo-dipendente”. Ora la paziente è ricoverata all’Aquila, le sue condizioni sono stazionarie.
La Asl da tempo aveva tentato di porre rimedio al fatto che non si sia creata al Mazzini una “scuola teramana” nel settore molto specialistico, pubblicando avvisi per dotarsi di altri radiologi in grado di svolgere queste procedure. Inutilmente. A margine c’è il contenzioso sull’aspettativa negata, come primario, a Di Egidio, perchè la Asl vuole bandire al più presto un concorso da primario radiologo (e non può tenere il posto occupato in pianta organica) e tornare a fare procedure endovascolari a tempo pieno. Di contro, Di Egidio si è offerto di continuare a svolgere l’attività a Teramo in convenzione. (a.f.)
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