Pd, Di Nicola è solo Addio alle primarie
TORTORETO. Saltano le primarie già fissate per il centrosinistra di Tortoreto. Nessuno sfida Piero Di Nicola: secondo il regolamento del Partito Democratico, è lui candidato sindaco della coalizione...
TORTORETO. Saltano le primarie già fissate per il centrosinistra di Tortoreto. Nessuno sfida Piero Di Nicola: secondo il regolamento del Partito Democratico, è lui candidato sindaco della coalizione per le elezioni comunali di primavera. La sua è infatti l'unica candidatura per le primarie aperte pervenuta entro il termine ultimo fissato per ieri sera alle 20, presentata con 175 firme valide allegate.
Poche ore prima, l'altro possibile candidato alla consultazione, l'ex segretario Mauro Di Bonaventura, aveva ufficializzato il proprio passo indietro di cui si parlava da giorni. «Sono rammaricato, ma sereno: sarò in prima fila come sempre», si legge nella nota di Di Bonaventura, che spiega: «Ho ritenuto utile riferire il passo indietro prima della formalizzazione delle altre candidature, sottolineando che il mio gesto è legato soprattutto alla dimostrazione che il partito non si è mai lacerato o spaccato. Si è intrapreso un percorso ed un metodo condivisibile da tutti, per questo rinuncio con la speranza che tutti i personalismi spariscano e si metta in moto la macchina organizzativa per vincere le elezioni 2017. Ritengo, infatti, che in un passaggio così cruciale il Pd debba presentarsi unito, solido e forte, all'interno di un'ampia coalizione di forze politiche e civiche. La nostra forza dipenderà da quanto saremo capaci di attrarre, allargando il nostro perimetro, perché il progetto per un futuro della nostra città non si esaurisce in ciò che rappresentiamo come centrosinistra, e richiede la capacità di comporre la forza di innovazione delle nuove generazioni e la competenza di una classe politica e amministrativa cresciuta in questi anni».
Se l'appello all'unità dell'ex segretario sarà davvero seguito da tutti, però, lo si vedrà solo nelle prossime settimane. Il rischio che la parte degli iscritti al Pd critica con la linea scelta dal partito possa sancire la divisione interna, impegnandosi con altre coalizioni, sembra reale.
Luca Tomassoni
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