Pd, si presenta “Avanti insieme” È uno dei due comitati renziani

TERAMO. «Popolare ma non populista». In queste parole è sintetizzata l'idea di partito proposta dalla mozione firmata dall'ex premier Matteo Renzi in vista del congresso nazionale del Pd. A...
TERAMO. «Popolare ma non populista». In queste parole è sintetizzata l'idea di partito proposta dalla mozione firmata dall'ex premier Matteo Renzi in vista del congresso nazionale del Pd. A sostenerla in provincia è il comitato "Avanti insieme", dal titolo del documento programmatico con cui l'ex segretario si ricandida alla guida dei Democratici, di cui fanno parte amministratori, iscritti e simpatizzanti locali.
L'iniziativa, che fa il paio con quella simile già avviata da un altro nutrito gruppo di dirigenti del Pd, parte dal sindaco di Castellalto Vincenzo Di Marco, renziano della prima ora, affiancato dal suo omologo di Cellino Attanasio Giuseppe Del Papa, dall'ex consigliera comunale teramana Anna Marcozzi, da Lucia Verticelli e da altri esponenti del partito nelle diverse realtà territoriali tra cui Gianni Lelli di Mosciano, Tiziano Verzilli, Daniela D'Alessandro, Domenico Pelusi, Luciano Rosini, Germano Franciosi, Domenico Di Nicola e Antonio Stivale. La schiera è destinata ad ampliarsi con l'assemblea prevista per la prossima settimana in cui il comitato, che ha per dicitura completa "Avanti insieme: Teramo in cammino con Matteo Renzi", raccoglierà nuove adesioni e si preparerà alla sfida elettorale interna al partito per la designazione del nuovo leader.
«E' comunque un gruppo che nasce dal basso», chiariscono i promotori quasi a marcare la differenza con l'altro schieramento renziano in cui spiccano nomi pesanti del partito a livello provinciale e regionale, «e crede nella necessità, più che mai in questo periodo, di contenuti, idee e persone in grado di alimentare una speranza di cambiamento». L’obiettivo è un partito vicino alla gente, ai temi sociali cari al centrosinistra, ma senza demagogie. «Un po' di smalto si è perso e va ritrovato», avverte Di Marco, «dobbiamo rientrare nelle corde della nostra realtà che significa sostegno ai giovani, al lavoro, alle categorie sociali in difficoltà: sembrano cliché ma alcuni risultati sono stati già ottenuti e tanto altro si può fare anche a livello locale». Renzi indica nella sua mozione «elementi di novità e aggregazione» su cui tracciare il percorso del Pd anche il provincia. «Siamo una forza di governo ma non sempre lo dimostriamo», evidenzia il sindaco di Castellalto, «su questioni come la sanità e la gestione dell'emergenza dobbiamo mettere da parte i campanilismi e dimostrare che il partito sa compattarsi con gli amministratori». Lo sforzo è verso l'inclusione «per parlare di politica con tutti», ma c'è chi come il sindaco di Giulianova Francesco Mastromauro ha tagliato i ponti con il renzismo per abbracciare lo scisma di "Articolo 1". «Non c'era bisogno di un'altra scissione», osserva Di Marco, «non è utile politicamente, ma abbiamo il massimo rispetto di Mastromauro, a cui ci unisce una storia comune e con cui continueremo a dialogare». Per Lucia Verticelli la divisione può anche portare effetti positivi. «In tanti si avvicinano ora al partito», conclude, «perché sono finiti i ricatti della sinistra». (g.d.m.)
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