Pd, tutti d’accordo sull’ospedale unico «Così ci salviamo»

Coordinamento provinciale a favore, ma manca Monticelli Marcozzi: vediamo come sopravvivere fino alla costruzione
TERAMO. L’ospedale unico ha la benedizione del Pd. Almeno dei presenti al coordinamento provinciale convocato a Giulianova. Nella riunione di lunedì sera, a cui ha partecipato l’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci, mancavano in effetti Dino Pepe, Sandro Mariani e Luciano Monticelli, quest’ultimo molto attivo in passato nella difesa dell’individualità dell’ospedale di Atri.
Ma a parte questo tutti i presenti hanno concordato sulla necessità di razionalizzazione dell’offerta sanitaria e sul fatto che i numeri fanno la qualità. «L’ospedale unico è la via d'uscita in una situazione in cui i nostri quattro ospedali stanno morendo», sintetizza la presidente del partito, Anna Marcozzi, «ma la preoccupazione è un’altra: come arriveremo all'inaugurazione di un ospedale nuovo. Bisogna evitare di non lasciarlo vuoto di specialità, di eccellenze e di professionisti». Marcozzi, che è primario al Mazzini, è preoccupata di quel che sarà dei quattro presidi in attesa che il nuovo ospedale venga costruito. Ci vorranno almeno 5-6 anni. Se va bene. «Certo, allora sarà il momento di premiare il merito, di chiamare persone che, con un “noao” adeguato, possano sviluppare le eccellenze. Ma bisogna vedere come usciremo dalla razionalizzazione. In 5-6 anni ad esempio la carenza personale ci porterà alla decadenza. E’ un problema che sta facendo affondare l’ospedale di Teramo, che ha avuto un passato glorioso e che sarebbe da difendere con le unghie e con i denti. Ci dobbiamo inventare qualcosa che ci salvi nei prossimi anni».
Non solo. «Non vorrei nemmeno che l’ospedale unico sia una cosa di cui ci riempiamo la bocca e nel frattempo affondiamo», sottolinea la presidente. Lunedì non è stato affrontato il nodo della posizione «ma è ovvio che sarà vicino agli snodi autostradali». Paolucci ha rassicurato la platea: ci sono stanziamenti sufficienti le opere di edilizia sanitaria, tantopiù che si risparmierà sugli enormi costi di manutenzione dei 4 ospedali (in realtà Sant’Omero resterebbe, perchè ospedale frontaliero). Ora sarà costituita una commissione, anche con i consiglieri regionali, per arrivare a una proposta con step da rispettare. (a.f.)
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