Pd, è scontro aperto con Di Sabatino e Abruzzo Civico

2 Marzo 2017

Il presidente processato dal partito tira dritto su Nugnes Il gruppo di Sottanelli: «Non parliamo con Minosse»

TERAMO. Può una questione secondaria come l’attribuzione della vice presidenza della Provincia provocare una doppia crisi politica – ovvero: una nel Pd provinciale e una tra il Pd e Abruzzo Civico? Al momento si deve rispondere che sì, può. Perché il giorno dopo il “processo” a cui è stato sottoposto dal coordinamento provinciale del suo partito il presidente Renzo Di Sabatino fa capire di essere intenzionato a tirar dritto sulla scelta di Mario Nugnes, e certamente a non ripensarla come gli ha chiesto il segretario provinciale Gabriele Minosse. Mentre Abruzzo Civico picchia duro sui vertici provinciali del Pd, tirando di nuovo fuori la storia del “tradimento” alle comunali rosetane.

DI SABATINO. Richiesto di un commento sull’attacco concentrico subìto martedì sera Di Sabatino dice: «Sono desolato, perché nella situazione delicata che sta vivendo il territorio ci attardiamo su questioni che non hanno la priorità. Cosa farò? Ufficialmente non mi hanno fatto alcuna richiesta, nel coordinamento politico dell’altra sera c’erano pochissimi presenti. L’unica cosa che farò sarà chiedere un incontro ai segretari regionali e provinciali di Pd e Abruzzo Civico e ai parlamentari delle due forze. Poiché Abruzzo Civico sta con il centrosinistra sia in Regione che in Provincia, non vedo perché non si possa arrivare a un chiarimento. Nel mio partito vorrei che si parlasse di politica, di contenuti, magari finalmente di sanità, ma mi pare che non ci sia più una comunità politica e che ci si sia frammentati in aree».

ABRUZZO CIVICO. «Prima di fare processi il Pd si interroghi sulla sua capacità di stringere alleanze e mantenere i patti. Se il Pd pensa che Abruzzo Civico possa essere solo portatore sano di voti senza vedersi mai riconosciuto un ruolo sbaglia di grosso: siamo civici ma non siamo scemi, così come non lo sono i nostri elettori». Ci va giù duro Carlo Simone, coordinatore provinciale della forza politica che fa rimento al deputato Giulio Sottanelli. E continua: «Siamo sempre ben disposti al confronto e alle alleanze con chi nel Pd, come Renzo Di Sabatino, si dimostra rispettoso, leale e aperto a discutere di programmi. Vogliamo tuttavia rinfrescare la memoria a Minosse ricordandogli che non siamo Scelta Civica ma Abruzzo Civico, ovvero quel movimento regionale che nel 2014 è stato alleato nella coalizione di centrosinistra a sostegno del presidente D’Alfonso contribuendo alla sua vittoria con il 5% dei voti su scala regionale. Ricordiamo ancora a Minosse che Di Sabatino nel 2014 è stato eletto presidente della Provincia con il 50,41% dei voti, dei quali il 4,3% raccolti dal nostro candidato De Vincentiis che è stato evidentemente determinante. Ricordiamo, infine, a Minosse che se oggi a Roseto siamo all’opposizione è perché il Pd non ha rispettato gli accordi presi e non ci ha voluto in giunta: se oggi il Pd governa il Comune di Roseto è grazie ai voti che la nostra coalizione civica ha fatto convergere al ballottaggio sul sindaco Di Girolamo, in seguito al patto siglato con il presidente della Regione D’Alfonso e con il segretario regionale Rapino alla presenza dello stesso Di Sabatino». Abruzzo Civico conclude: «Visto il comportamento della segreteria provinciale del Pd, ormai arrivata a scadenza, non riteniamo Minosse l’interlocutore adatto e auspichiamo un incontro allargato a livello regionale per poter costruire un dialogo proficuo».(d.v.)

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