«Pensavamo di morire poi ci hanno salvato»

Isola, collaboratore del Pd in Regione e la madre restano bloccati in casa Rimasta dopo le scosse senza luce, acqua e telefono: «Stavamo sulla porta»
«Uno spavento mai provato in vita mia». Inizia così il racconto di Moreno Fieni, collaboratore del capogruppo Pd in Regione Sandro Mariani, che è stato salvato da un gatto delle nevi dell’esercito, insieme alla mamma, mercoledì sera. Fieni era bloccato nella sua casa alle porte di San Massimo di Isola da lunedì.
«E’ una casa isolata, fatta negli anni 50 con i muri a pietra», racconta il 34enne, «che però aveva retto alla scossa del 30 ottobre. Io e mia madre eravamo bloccati in casa da lunedì senza luce, acqua e telefoni ma siamo abituati alle nevicate, non ne abbiamo fatto un dramma: risolvevamo col camino. Fino a quando mercoledì c'è stato il terremoto. Fuori c’era un metro e 60 centimetri di neve, io in 34 anni di vita non ho mai ricordato una nevicata così. E con le tre scosse, che a San Massimo sono state avvertite violentemente essendo ancor più vicini all’epicentro, si è scatenato l'effetto trappola. Con oltre un metro di neve il tetto era appesantito e questo probabilmente ha causato lesioni alla casa. E noi fuori con tutta quella neve non potevamo uscire, ma nemmeno stare dentro con le crepe. Siamo rimasti sull’uscio, pronti a buttarci fuori». Con il telefono fisso e i cellulari fuori uso era praticamente impossibile chiedere aiuto. «Ma con il mio sono riuscito a mandare gli sms», continua Fieni, «fino a quando ha retto la batteria. Ho chiesto aiuto alla mia ragazza, Alessia Cognitti, che ha fatto da tramite con la prefettura e la Provincia. Preso dalla disperazione ho iniziato a mandare messaggi a Sandro Mariani e Renzo Di Sabatino. Mi hanno risposto, Mariani ha anche provato a venire a salvarci con l’auto, ma non ce l’ha fatta». Ma la prima volta il gatto delle nevi non è riuscito a salire perchè c'era un mezzo dell’esercito bloccato in mezzo alla strada. Poi finalmente, alle 20, è riuscito ad arrivare. «La sensazione di essere salvati fortunatamente non l'avevo provata prima, è stato un sollievo dell'anima, una sorta di rinascita. Quando vedi la morte in faccia e ti vengono a salvare è una sensazione non descrivibile», commenta il giovane.
Oltre a Fieni e alla madre, il gatto delle nevi, guidato da un carabiniere e con due soldati, ha poi proseguito per il paese, dove ha salvato una mamma con una bimba di 20 mesi, un uomo e una donna. Il gatto delle nevi non è riuscito a salvare lo zio di Fieni, che abita alla sommità di una salita. «Ma per fortuna mio zio è riuscito ad arrivare a piedi, da solo, ad Isola», conclude, «la fortuna è che siamo tutti abbastanza giovani e in salute, se ci fossero stati dei malati non so che sarebbe successo».
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