Pensioni, anziani in fila Allarme dei medici di base

Ercole Core ai sindaci: evitate che vadano alle Poste o andremo in default «E poi passa troppo fra la richiesta di tampone e il risultato, c’è rischio contagio»
TERAMO. Ci sono due situazioni pericolose da risolvere in tempi brevissimi. Le segnala Ercole Core, presidente della cooperativa Medici di medicina generale di Teramo e medico di base a Mosciano.
La prima riguarda il pagamento delle pensioni, il primo da quando è scattata la vera emergenza sanitaria. «Dal 26 le Poste pagano le pensioni», esordisce il medico, «da noi è abitudine diffusa che gli anziani se le vadano a prendere in contanti: ad esempio qui a Mosciano sarà altre l'80% a preferire di incassarle allo sportello. E l'affollamento negli uffici postali per gli anziani è un pericolo enorme. Anche se le Poste diluiscono in più giorni i pagamenti, si crea comunque un problema e la prevenzione si va a far benedire. Abbiamo attivato i Coc per la consegna di spesa e farmaci per non farli uscire di casa, poi li facciamo andare alle Poste a prendere pensione: tutto diventa inutile. I Comuni con protezione civile e prefettura si attivino per trovare un sistema diverso, legale, per impedire loro di andare a fare la fila. Un’idea potrebbe essere il recapito a casa da parte della Protezione civile. Altrimenti rischiamo che fra 10 giorni il sistema crolli: sono tutti soggetti potenzialmente aggredibili dal virus. Il pericolo è grave».
Core rivolge un appello a tutt i sindaci, in particolare a Gianguido D’Alberto, in qualità di presidente della conferenza dei sindaci della Asl, perchè si faccia promotore della risoluzione del problema.
Poi c’è un’altra situazione, di tipo sanitario. «L'altro problema grosso, che a Mosciano abbiamo proposto al sindaco di risolvere con ordinanza, riguarda i tempi di diagnosi del Covid 19. Da quando medici di famiglia segnalano un caso sospetto, a quando si fa il tampone e si ha la risposta, passano una decina di giorni: i familiari e conoscenti del malati continuano ad andare in giro magari già essendo già portatori del virus. Dovrebbero invece essere messi in isolamento già quando no medici di base facciamo la segnalazione al Siesp della Asl e messi sotto sorveglianza. Questo buco temporale di 10-15 giorni manda in fumo tutta l'attività di prevenzione».
Il medico di base è categorico e lancia un allarme. «Il punto di fondo è che ancora si sottovalutano i pericoli gravi sulla diffusione di questo virus. Bisogna porre riparo a queste situazioni altrimenti fra 15 giorni ci riempiamo di malati. Già ora che siamo all'inizio siamo in gravi difficoltà perchè abbiamo problemi di comunicazione con la Asl e tutte le figure che ci dovrebbero supportare. Bisognerebbe attivare un call center serio che colleghi tutte le figure professionali e colleghi i vari passaggi utili per la diagnosi. Ci servono punti di riferimento stabili, continui, persistenti che ci possano affiancare».
Core si augura che vengano adottate queste misure di prevenzione «per cercare di rallentare la diffusione del virus, altrimenti ci sarà il default del sistema sanitario».(a.f.)
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