Pepe: «Due milioni di euro buttati a mare»

Alba, polemiche per l’opera salva-spiaggia. Il consigliere Pd: «Dov’è finita la promessa di scogliere?»
ALBA ADRIATICA. «Con la spiaggia di alimentazione sono stati buttati a mare due milioni di euro. Doveva rappresentare una difesa dall’erosione per 5 anni, è durata 5 giorni. E ora gli operatori di Alba Adriatica vivono ancora grandi difficoltà: è un momento drammatico». Così il consigliere regionale del Partito democratico Dino Pepe ieri mattina nello stabilimento balneare Alba Beach, in una conferenza stampa organizzata dopo la vanificazione della grande opera regionale per la costa nord martoriata dalle mareggiate. Nei giorni scorsi, infatti, il mare grosso ha mangiato decine dei metri della nuova sabbia riposizionata solo poche settimane fa con il ripascimento da 120mila metri cubi di materiale, creando un pericoloso gradone di decine di centimetri sulla riva e scoprendo totalmente i due pennelli perpendicolari di contenimento che sarebbero dovuti restare “nascosti” sotto all’arenile.
Con lui, hanno preso la parola anche il capogruppo regionale del Pd Silvio Paolucci, il segretario vibratiano del partito Paolo Tribuiani e l’ex sindaco e oggi rappresentante dei balneatori della Cna Fab Franchino Giovannelli.
«Le promesse del governatore Marco Marsilio e del sottosegretario Umberto D’Annuntiis si sono rivelate vane. Questo fallimento è dovuto al fatto che il territorio non è stato ascoltato, rispedendo al mittente i dubbi e le osservazioni delle associazioni di categoria, come sui pennelli che nessuno voleva», ha continuato Pepe, «ora vogliamo delle risposte dalla Regione: sono stati scaricati 120mila metri cubi di sabbia? Questi, sono stati spalmati su tutti i 500 metri lineari di costa come previsto? I pennelli sono stati coperti da un metro e mezzo di sabbia come da progetto? Il monitoraggio dell’opera è attivo? Dopo la chiusura del cantiere nessun rappresentante della giunta regionale si è visto. Per questo, abbiamo proceduto a fare accesso agli atti per richiedere l’intera documentazione del progetto della spiaggia di alimentazione. Qualcuno ci deve dire chi ha sbagliato e chi pagherà». Quindi ancora: «Nel frattempo chiediamo di fare quello che finora non è stato fatto: un tavolo di concertazione unitario per trovare una soluzione. Marsilio 40 mesi fa, in campagna elettorale, aveva promesso scogliere, noi non ci saremmo opposti. Ora ci sono 2,6 miliardi di fondi europei a cui attingere oltre al Pnrr». (l.t.)

