Pepe: «Ora il Pd approfitti delle liti nel centrodestra»

16 Gennaio 2023

Il consigliere regionale sprona il partito a rilanciare l’azione sul territorio: «È il momento di far capire che un’altra strada, di centrosinistra, è possibile»

TERAMO. La spaccatura del centrodestra, che candida a presidente della Provincia due sindaci peraltro della stessa area territoriale, ma anche la debolezza di un centrosinistra che non ha espresso alcun candidato, arrendendosi senza combattere. È questo lo scenario nel quale gli amministratori e consiglieri comunali del Teramano si apprestano ad andare al voto di secondo livello, il prossimo 29 gennaio, per eleggere il successore di Diego Di Bonaventura. Secondo quello che al momento è, se si guarda agli incarichi elettivi, l’esponente più alto del Pd teramano, il vice capogruppo regionale Dino Pepe, i Dem teramani possono e devono sfruttare il momento per ribaltare l’inerzia a proprio favore.
«C’è una fragorosa e fratricida spaccatura nel centrodestra», dice Pepe al Centro, «che si concentra particolarmente in Val Vibrata. Quest’area ha otto amministrazioni di centrodestra su dodici, esprime due consiglieri regionali che hanno incarichi importanti (il riferimento è a Umberto D’Annuntiis ed Emiliano Di Matteo, ndr) e fino a pochi mesi fa aveva il parlamentare Zennaro. Ebbene, ora i due pezzi del centrodestra provinciale si contendono la poltrona di presidente mettendo contro proprio due sindaci della vallata (Domenico Piccioni e Massimo Vagnoni, ndr) e per questa guerra la cui prima linea è proprio in Vibrata è stata sacrificata Rosanna De Antoniis. Evidentemente», evidenzia Pepe, «il centrodestra della Val Vibrata è così debole nello scacchiere regionale che si è portato la guerra in casa. E questa guerra di poltrone ha come prima vittima la comunità, perché le risposte al territorio sono zero: basta vedere le questioni dell’erosione, del ponte ciclopedonale sul Tronto, della casa di riposo, della viabilità, dell’ospedale senza personale né macchinari».
Ma di fronte a questa faida del polo avverso, e in presenza di un terzo candidato presidente, Camillo D’Angelo, che viene dal centrosinistra anche se si presenta come «civico e trasversale», cosa intende fare il Pd? Al momento non risulta che il partito abbia dato indicazioni di voto e Pepe conferma: «Il Pd ad oggi non ha deliberato alcuna posizione. Mi dite che ci sarebbe un patto con il pezzo di centrodestra che sostiene Piccioni? Io non lo so, se lo ha fatto qualcuno lo ha fatto all’insaputa degli organi ufficiali». Pepe è uomo di partito e non intende criticare apertamente i vertici del Pd, ma comunque lancia loro un messaggio chiaro: «Questi 15 giorni che ci separano dal voto provinciale non li possiamo sciupare. Questa divisione del centrodestra è una grande opportunità, il Pd può svolgere un ruolo decisivo per rilanciare il centrosinistra sul territorio ma deve farlo con forza e lungimiranza, lanciando alle comunità il messaggio che un’altra strada è possibile. Tra i nostri amministratori comunali, spesso vessati dal centrodestra regionale, c’è una riflessione profonda: il partito deve raccoglierla e dare un segnale forte innanzitutto a loro. Ora», conclude Dino Pepe, «bisogna ripartire con più vigore, ora serve una proposta politica di contenuti, che sia davvero di centrosinistra e che ci distingua dagli altri».
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