«Pericolosa l’ala Covid nel San Liberatore»

3 Maggio 2020

Proposte di Basilico (Abruzzo Civico) da discutere nel consiglio che si terrà domani

ATRI. Abruzzo Civico deposita in comune ad Atri un documento sul futuro dell’ospedale nella fase due da discutere nel consiglio di domani.
Il consigliere Paolo Basilico parla «del senso di responsabilità che la comunità professionale del San Liberatore ha profuso dal momento dell’esplosione dell’emergenza».
Ma rivendica la necessità di una discussione su quello che sarà il San Liberatore d’ora in poi, visto che finora le decisioni di far diventare Covid l’ospedale di Atri non sono state discusse in consiglio. Da quanto sembra, peraltro, l’unità di crisi prenderà decisioni sul futuro dell’ospedale nella riunione di martedì. E’ stata presentata una proposta di lasciare un’area Covid e l’altra destinarla all’attività routinaria.
Basilico su questo ha parecchi dubbi. «È innanzitutto noto a tutti che la lotta al contagio sarà vinta solo quando avremo a disposizione un vaccino efficace e fino ad allora sarà difficile che l’ospedale torni, nonostante gli annunci, alla sua piena funzionalità. Prova ne è il fatto che, nella prima fase di riconversione, il numero dei posti letto sarà comunque inferiore. Ma l’aspetto più importante su cui mi preme obiettare è quello legato a come è stata pensata la separazione funzionale dei percorsi: seppur si ipotizzino due ingressi differenti, i due blocchi – Covid e non Covid – insisterebbero comunque negli stessi spazi e si troverebbero nello stesso edificio.Uno dei nostri obiettivi condivisi, chiaramente, dev’essere quello di impedire o, almeno, minimizzare le possibilità di spiacevoli outbreak ospedalieri. La fase uno dimostra come spesso, per una ragione o per un'altra, sia difficile mantenere una totale impermeabilità tra i percorsi, pur funzionalmente separati, quando questi si trovano comunque all’interno di uno stesso edificio. Pertanto invito le autorità a vagliare l’ipotesi ragionevole di una vera e propria segregazione spaziale completa dei percorsi, ponendoli in essere all’interno di due edifici totalmente diversi. Proporrei infatti di mantenere nell’edificio ospedaliero le normali attività (il percorso “pulito”) e di sfruttare invece come sede per la struttura Covid l’ex orfanotrofio femminile “ Ricciconti”».
E poi il personale: Basilico chiede che il personale dei reparti Covid non sia in contatto con il resto dei settori. E chiede, di conseguenza, rinforzi, anche di figure specializzate. E poi chiede di fornire l’ospedale di tamponi veloci e una strumentazione diagnostica adeguata, sia per la parte Covid che per l’altra. E sulla medicina territoriale invoca un piano di potenziamento, fornendo strumenti ai medici di base, anche i tamponi rapidi: «sarebbe un’arma importante per limitare velocemente la circolazione del virus a livello locale».
Basilico precisa che non vuol fare polemica, ma dare suggerimenti, stimolare una riflessione in un’ottica di massima collaborazione. (a.f.)
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