Perseguita i titolari di un hotel e finisce a processo per stalking
Un 38enne accusato di aver fatto irruzione nell’albergo urlando contro presunti rumori molesti Avrebbe anche minacciato di morte il familiare di uno dei due proprietari: «Ti taglio la gola»
GIULIANOVA. È un’altra storia di stalking quella che approda in un’aula di tribunale. Questa volta a finire a processo è un 38enne di Giulianova accusato di aver perseguitato i titolari di un albergo che si trova vicino alla sua abitazione ipotizzando continui rumori provenienti da alcuni elettrodomestici che lo avrebbero infastidito. Argomentazione quest’ultima che il pm titolare del fascicolo Silvia Scamurra nella sua richiesta di rinvio a giudizio definisce «assolutamente pretestuosa». L’uomo ieri mattina è stato rinviato a giudizio dal gup Marco Procaccini . La prima udienza si svolgerà il 2 ottobre.
Secondo l’accusa ipotizzata dalla Procura, l’uomo in più occasioni avrebbe perseguitato i due titolari dell’hotel suonando i campanelli della struttura nel cuore della notte, gridando e imprecando contro i rumori. Atteggiamenti, secondo la Procura, che in più occasioni si sarebbero ripetuti anche durante il giorno. «Successivamente», si legge a questo proposito nella richiesta di rinvio a giudizio, «iniziava a suonare anche di giorno, con condotte ripetutesi anche in tempi molto recenti. In talune occasioni si abbandonava a vere e proprie scenate in presenza di ospiti dell’albergo e condotte intimidatorie». In un caso, sempre secondo l’accusa, avrebbe fatto irruzione nell’atrio dell’albergo iniziando a gridare davanti a clienti e dipendenti, costringendo i titolari a chiedere l’intervento delle forze dell’ordine.
E non solo. «In un’altra occasione», scrive il pm nella richiesta di rinvio a giudizio, « seguiva uno dei titolari con l’auto fino alla scuola della figlia, si fermava nei pressi ed iniziava ad accelerare forte per richiamarne l’attenzione e per poi gesticolare minacciosamente all’indirizzo dell’uomo».
Ma gli episodi sarebbero stati tanti. In un’altra occasione l’uomo avrebbe avvicinato uno dei titolari mentre si trovava vicino ai contatori della struttura e dopo essere arrivato con l’auto a tutta velocità gli avrebbe urlato: «te la faccio pagare, non è finita qui». Particolare attenzione la Procura pone all’episodio avvenuto nell’ottobre del 2017 quando l’uomo avrebbe minacciato una dei familiari dei due titolari dicendole che l’avrebbe uccisa e facendo il segno di tagliarle la gola. Sempre nel 2017, a dicembre, avrebbe avvicinato ancora uno dei titolari urlando: «Aspettami che adesso torno...vado a chiamare un amico mio e poi vedi... non sono più da solo, ci stiamo organizzando».
Accuse quelle contestate che ora dovranno essere provate nel corso del dibattimento.(d.p.)
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