Perseguitano le ex sui social In due bloccati dai carabinieri

Un teramano finisce in carcere e per un altro, invece, il giudice dispone il divieto di avvicinamento Entrambe le vittime minacciate sulle piattaforme online, uno ha anche danneggiato l’auto di lei
TERAMO. Ex mariti, ex conviventi, ex fidanzati. Pronti a perseguitare, tormentare, opprimere. Storie di stalking che prendono forma nelle denunce di mogli, conviventi, fidanzate. Perchè nell’Italia dei femminicidi senza tregua numeri e storie continuano a scandire la cronaca quotidiana. Gli ultimi casi raccontano di un arresto e di un divieto di avvicinamento.
Entrambi i protagonisti sono teramani accusati di aver continuato a perseguitare le loro vittime anche dopo i provvedimenti dell’autorità giudiziaria. Basti pensare che l’uomo finito in carcere è un 38enne teramano che era già agli arresti domiciliari con l’accusa di atti persecutori nei confronti di una donna. Nonostante questo tramite i canali social ha continuato a perseguitare la vittima e i testimoni che grazie ai loro racconti hanno permesso di mettere a disposizione degli investigatori ulteriori circostanze per ricostruire la vicenda. L’uomo, su disposizione del giudice, dai domiciliari è passato nel carcere di Lanciano.
Ma i carabinieri della compagnia di Teramo diretti dal tenente colonnello Luigi Vaglio, hanno dato esecuzione anche a un altro provvedimento del tribunale sempre a tutela delle fasce deboli. In questo caso tratta di un divieto di avvicinamento notificato a un 41enne teramano. A chiedere aiuto era stata la stessa donna, che tra giugno o e agosto, anche attraverso i canali social, era stata ingiuriata, minacciata e molestata dal suo ex, e per questo viveva in uno stato d’ansia perenne e di paura costante, che aveva ingenerato anche il timore per l’incolumità propria e della famiglia. Pochi giorni fa, l’uomo ha anche danneggiato l’auto della sua ex, che era parcheggiata a Teramo nei pressi dell’abitazione della stessa donna, con profondi graffi lungo tutta la fiancata. La ricostruzione degli eventi riferiti dalla vittima e gli accertamenti svolti dai carabinieri hanno portato il giudice all’emissione di un divieto di avvicinamento a meno di 1 km dalla vittima e dai suoi familiari. Qualora dovesse violare il divieto potrebbe scattare l’arresto. Ma l’altro caso teramano, quello dell’uomo che continuava a minacciare la donna anche dagli arresti domiciliari usando i social, è la conferma che non sempre il timori di inasprimenti di provvedimenti può fungere da deterrente. Il fenomeno non si arresta. Nonostante nuove leggi a cominciare dal Codice rosso, norme giuridiche di più immediata applicazione e una maggiore consapevolezza.
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