Perseguitava la ex con mazzi di fiori Patteggia dieci mesi

12 Aprile 2018

Teramano 60enne non si rassegna alla fine del matrimonio Per due mesi segue la donna e le scrive frasi minacciose

TERAMO. Le storie di stalking all’inizio sembrano tutte drammaticamente uguali: telefonate, appostamenti, la paura di lei che diventa un incubo. Soprattutto in questo caso con un ex marito che non si rassegna alla fine di una storia durata vent’anni e che manda mazzi di fiori accompagnati da messaggi del tipo «Ti conviene tornare a casa». Accuse per cui ieri mattina un 60enne teramano ha patteggiato dieci mesi davanti al gup Roberto Veneziano. L’uomo, assistito dall’avvocato Gennaro Lettieri, qualche tempo fa era finito agli arresti domiciliari con un’ordinanza di custodia firmata dal gip Mauro Pacifico su richiesta del pm Greta Aloisi.
Ì fatti contestati all’uomo risalgono ad un periodo compreso tra ottobre e dicembre dello scorso anno quando il teramano, non rassegnandosi alla fine del matrimonio, avrebbe telefonato insistentemente alla moglie, transitando continuamente sotto la sua abitazione e lasciandole, in un’occasione, un bigliettino sul parabrezza dell’auto in cui aveva scritto «Torna a casa presto, si mette male la situazione» e sull’altro lato «Ti amo, ti voglio». Sempre secondo la Procura in un’altra occasione le avrebbe fatto recapitare a casa della madre un mazzo di fiori con una lettera dove tra le altre cose le aveva scritto «Ti conviene tornare a casa, ti amo per tutta la vita», mentre un’altra volta le avrebbe consegnato un altro mazzo di fiori con un’altra lettera in cui la invitava a tornare a casa. «Non ammetto che andassi o ti vedessi con un altro uomo, allora succederà qualcosa subito» le avrebbe scritto in un’altra lettera, arrivando in un’occasione a costringerla a fermarsi con l’auto per poi chiederle di tornare a casa e minacciarla di spaccare il vetro e tirarla fuori di peso se avesse chiesto aiuto. A presentare la denuncia era stata la stessa donna e dalla sua segnalazione era scattata l’indagine della Procura culminata con la richiesta di arresto.
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