Pescatore scivola nel torrente e muore

25 Maggio 2016

Il corpo di Pasquale Stanchieri, teramano di 54 anni, è stato trovato nel rio San Giacomo in una zona impervia di Cerqueto

CERQUETO. Raccontano che in quel posto, impervio e difficile da raggiungere, ci fosse già stato. Perchè Pasquale Stanchieri, 54enne teramano ex dipendente Team, era un grande appassionato di pesca alla trota e quel tratto di torrente è molto ricco di pesci. Lì, in una zona di Cerqueto, alle pendici del Gran Sasso, dove scorre il rio San Giacomo, il suo corpo è stato trovato dopo mezza giornata di intense ricerche.

L’uomo è finito nel torrente dopo essere scivolato sulle rocce per circa cinque metri già lunedì, giorno in cui era uscito di casa per andare a pescare: la morte, infatti, risalirebbe alla tarda mattinata dell’altro ieri, molto probabilmente intorno alle 13. Così ha stabilito l’anatomopatologo Giuseppe Sciarra che ha svolto la ricognizione cadaverica a cui non seguirà nessuna autopsia come deciso dal pm di turno Stefano Giovagnoni. La causa della morte è nei numerosi traumi provocati durante la caduta in quella zona impervia e difficile da raggiungere anche per la gente del posto. E che fosse diretto in quel punto lunedì mattina Stanchieri lo aveva detto al negoziante da cui si era fermato a comprare alcuni oggetti per la pesca: «Vado sul rio San Giacomo», aveva scherzato, «se mi succede qualcosa sapete dove trovarmi».

Perchè il 54enne ex operaio Team era un grande appassionato di pesca e caccia. Così come faceva spesso anche lunedì mattina era uscito dalla sua abitazione, in cui viveva con la madre, per andare a pesca di trote. E spesso, raccontano i familiari, rimaneva fuori molte ore, a volte anche durante la notte per le sue battute di pesca. Ma quando ieri mattina la madre non lo ha trovato ha subito chiamato i familiari. Le ricerche sono scattate immediatamente e il fratello Berardo, conosciuto artigiano teramano con un negozio in via Savini, si è subito messo in azione con amici e altri appassionati pescatori. Hanno raggiunto la zona e in un sentiero sotto Cerqueto hanno trovato la Y bianca di Pasquale. Inutile ogni tentativo di contattarlo sul telefono cellulare che risultava irrangiungibile. Immediato l’allarme e così in poco tempo sul posto sono arrivati i vigili del fuoco del comando provinciale, gli uomini della Forestale, la polizia provinciale, il Soccorso alpino, i carabinieri coordinati dal comandante della compagnia maggiore Riziero Asci e gli agenti della volante della questura guidati dal dirigente Miriam D’Anastasio.

Intorno alle 13, grazie anche alle indicazioni fornite da un anziano pescatore del posto e profondo conoscitore dei posti più impervi, il corpo è stato avvistato dai vigili del fuoco e dagli agenti della Forestale. Per recuperarlo è stato necessario l’intervento dell’elicottero dei pompieri. Il corpo è stato imbracato, issato con il verricello e trasportato all’ospedale Mazzini.

E in tanti ieri pomeriggio hanno affollato l’obitorio per stringersi al dolore della famiglia e salutare l’amico, il compagno di tante battute di pesca e caccia. «Era una persona sempre disponibile con tutti», racconta un amico, «la sua passione per la pesca era infinita e tutte le volte che poteva prendeva l’attrezzatura. Mancherà a tutti quelli che lo conoscevano».(d.p.)

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