Peter decora con mosaici i muri feriti dal terremoto

Il musicista tedesco che vive nella frazione di Tossicia non se n’è andato dopo le calamità: «Qui avete posti meravigliosi, voglio aiutarli a rinascere»
TOSSICIA. Una cassa di mattonelle danneggiate nel crollo del magazzino dove erano custodite, un crollo causato dalla neve e dalle scosse del terremoto del 18 gennaio 2017; e la forza di non andare via dall’entroterra teramano ferito dagli eventi calamitosi, ma di ripartire proprio da questi cocci colorati per realizzare con essi dei mosaici sui muri della propria casa come simbolo di rinascita. Da qui prende forma il progetto di Peter Klaus Diehl, un musicista di flauto bavarese residente a Tozzanella di Tossicia che ha deciso di trasformare ciò che di negativo ha lasciato il terremoto in un «qualcosa di bello che facesse sperare e non essere più tristi», come dice.
Peter racconta al Centro: «Nel febbraio del 2017 ho acquistato dal mio amico Luciano, che aveva subito danni gravi ai magazzini della sua attività, una cassa di mattonelle rotte e ho iniziato a farne mosaici, la mia passione, nel giardino della mia casa italiana. I colori e le forme mi ispiravano felicità. Per questo ho deciso di non fermarmi e ho stabilito che essi avrebbero preso il posto delle crepe lasciate dal terremoto». E non si è fermato davvero perché oggi la sua abitazione spicca tra le altre di Tozzanella per i disegni ispirati ai paesaggi e monumenti abruzzesi, ma anche ai grandi artisti come Gaudì, che animano i muri. Peter realizza questi mosaici con le sue mani e tanta pazienza acquistando sempre materie prime danneggiate o di riciclo.
Quella di Tozzanella è una casa sognata tante volte, quando erano a Berlino, da Peter e sua moglie Cornelia, che l’hanno acquistata nel 2012. «Ho suonato il flauto in una grande orchestra da camera ed ero stato nel Parco nazionale abruzzese rimanendone affascinato», prosegue Peter, «e così abbiamo deciso di comprare questa casa che ci ha conquistati». Nonostante ci fosse stato da poco il sisma dell’Aquila del 2009 e rimanendo anche dopo quello del 2016. «L’Abruzzo è la regione più bella d’Italia, non è troppo antropizzata e la montagna è unica», dice ancora, «qui sono a pochi chilometri dal mio amico Corno Grande, amo il Gran Sasso, la cucina, il buon vino, la gente ospitale, la tranquillità, la flora e la fauna, le chiese e le passeggiate e ho suonato Bach due volte in vetta. Abbiamo avuto un po’ paura del sisma, ma siamo rimasti e cerchiamo di trascorrere qui più tempo possibile perché quando si ama non si fugge e io amo questo posto».
Un posto che il musicista tedesco definisce «un paradiso terrestre», ma del quale non può fare a meno di sottolineare qualche contraddizione. «Vedere la chiese chiuse, le case crollate e abbandonate mi mette tanta angoscia e non riesco a capire perché ci si impiega così tanto tempo a ricostruire», lamenta , «chiunque viene qui ama questi posti che dovrebbero essere valorizzati e fatti conoscere».
Peter e Cornelia non sono gli unici stranieri residenti a Tozzanella, ma anche due olandesi e un francese hanno acquistato altre due case in paese e si sono uniti a loro nel progetto dei mosaici. «Ora stiamo adornando la casa di Nicol e Nils e vorrei lanciare un’idea a tutti gli abitanti del mio paese: facciamo diventare Tozzanella il paese dei mosaici, così come Azzinano è quello dei murales», conclude Peter Klaus Diehl, «sarebbe un’attrazione per i turisti, ma anche un segnale forte che noi ci siamo e non ci arrendiamo».
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