Petrella: consultorio nel caos, mi devo portare il gel da casa

10 Gennaio 2015

Il ginecologo contesta lo screening sul collo dell’utero «Non ce la facciamo, la Asl compri almeno un altro lettino»

TERAMO. Nuovo capitolo del perenne scontro tra il ginecologo Roberto Petrella, in servizio da molti anni nel consultorio Asl di Teramo, e i vertici dell’azienda sanitaria. Il motivo, stavolta, sono i disservizi e i disagi per l’utenza che si starebbero creando nel consultorio per l’afflusso quotidiano di donne interessate allo screening sul tumore al collo dell’utero. Una campagna di cui Petrella, nella sua veste di segretario provinciale della Uil medici, ha già più volte contestato non l’utilità, ma le modalità esecutive, a suo dire tali da compromettere il normale lavoro del consultorio in assenza di rinforzi di uomini e mezzi. «In questi giorni», dice il medico-sindacalista, «vengono a fare lo screening dalle cinque alle dieci donne al giorno, che si aggiungono alle normali visite. Non ce la facciamo».

Petrella, ieri, ha inviato due fax: uno al direttore generale Roberto Fagnano e uno al dirigente Valerio Profeta e, per conoscenza, al direttore generale e a quello amministrativo. Nel primo comunica a Fagnano di aver dovuto portare da casa il gel per fare le ecografie e aggiunge: «Occorre che le richieste vengano firmate dal dottor Profeta. Assurdo. Perché non possono essere firmate da me che sono un dirigente? Domani non posso fare le ecografie. Abbiamo un fax rotto. Io mi vergogno, e lei?». Nella seconda si richiede l’acquisto di un lettino ginecologico («costa 150 euro», puntualizza) perché le due ostetriche in servizio sono costrette a lavorare con un lettino solo. «L’utenza è arrabbiata perché deve aspettare molto tempo. Sarò costretto ad assentarmi per malattia depressiva», conclude Petrella.(d.v.)

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