Più di un incidente al giorno sulle provinciali degradate

Ma il report voluto dal presidente rivela che sono in calo. Intanto l’ente abbatte le spese assicurative e legali da 1,3 milioni a 959mila euro. E attende 26 milioni dalla Regione
TERAMO. Dell'intera rete della viabilità provinciale è la Val Vibrata la zona che registra il più elevato tasso di incidentalità provocato dalla cattiva manutenzione stradale. Nei giorni scorsi è stata rimessa dagli uffici della Provincia una mappatura delle strade più rovinose e a più alto rischio di incidenti commissionata da Lunella Cerquoni, capo di gabinetto del presidente Renzo Di Sabatino, che ha voluto la redazione di questo documento proprio per indirizzare in futuro le scelte sui lavori da eseguire in relazione alle condizioni dell'intera rete provinciale. Dal documento è così emerso che nel 2015 ci sono stati 438 sinistri dovuti a cattiva manutenzione contro i 271 registrati fino al 30 settembre 2016 (in proiezione sono 361 a fine anno).
Una diminuzione netta, certamente dipesa dagli interventi fatti sulle strade provinciali visto che nei mesi scorsi sulla viabilità sono stati “spalmati” quasi tutti i fondi dell’alluvione 2011. Tanto resta, però, da fare confidando sui 26 milioni di euro che la Regione ha destinato a Teramo per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle arterie, ma che ancora non sono stati stanziati. A questi 26 milioni del Fondo di sviluppo e coesione vanno aggiunti i circa 8 milioni di euro previsti dal Masterplan Abruzzo per le strade della vallata del Fino.
Per quanto riguarda il bilancio degli incidenti nel 2015, la maglia nera va senza dubbio alla Sp 8, la strada che dalla statale 16 conduce a Civitella del Tronto, dove l'anno scorso si sono verificati 48 sinistri perlopiù a causa di buche, manto dissestato e punti scarsamente illuminati. Al 30 settembre 2016 i sinistri sono scesi a 13 così come sono fermi a 14 quelli della strada provinciale 1 del Tronto, dove l'anno scorso avvennero 30 incidenti per buche e manto dissestato. Bilancio pesante anche per la Sp 553, la strada ex Anas che da Notaresco passa per Atri e scende a Silvi, dove lo scorso anno ci sono stati 43 sinistri ridotti solo a 9 nei primi nove mesi 2016. E' rimasto invariato invece il tasso di incidentalità sulla Sp 259 ex Anas della Val Vibrata, dove le buche sparse tra Sant’Egidio e Martinsicuro hanno provocato 21 sinistri nel 2015 e altri 20 prima di ottobre 2016. In controtendenza verso l'alto è invece il dato della provinciale 1/B per Ancarano, che lo scorso anno ha registrato 10 sinistri contro i 15 riscontrati quest'anno.
Nel passaggio da un anno all’altro il bilancio è tutto sommato positivo per la Provincia, che rispetto ai costi di un milione e 330mila euro per le spese di servizi assicurativi e tutela legale sostenute lo scorso anno per le richieste di risarcimento, quest'anno con la gara è riuscita a spuntare un importo di 959mila euro. Soddisfazione ha espresso l'ufficio di presidenza del presidente Di Sabatino sia per i costi che l'ente è riuscito a contenere circa le spese dei risarcimenti, ma anche per la conclusione del report dei sinistri che permetterà di indirizzare l'azione politica verso investimenti mirati alle strade che dimostrano di registrare problemi di elevata incidentalità.
Resta il nodo delle somme promesse dal governatore D'Alfonso di cui la Provincia ancora non dispone. Molti Comuni infatti si rivolgono a via Milli per battere cassa senza sapere che i finanziamenti sono subordinati alla firma di una convenzione che non è ancora avvenuta. L'ente provinciale tuttavia si farà trovare pronto visto che già nel marzo scorso ha approvato e inviato alla Regione il suo piano di manutenzioni straordinarie: «Un piano equilibrato», ha detto il presidente Di Sabatino, «redatto dagli uffici tecnici con la supervisione del consigliere delegato alla viabilità, Mauro Scarpantonio. Il lavoro è stato svolto sulla base di criteri oggettivi di priorità e con l'obiettivo di restituire in maniera equa le risorse. Il documento di programmazione divide la provincia in quattro aree: Vibrata e Tronto; Gran Sasso e Monti della Laga; Tordino, Vomano e Piomba e, infine, Mavone e vallata del Fino. Sono previsti circa nove milioni di euro per ogni area per un importo complessivo di quasi 35 milioni».
Marianna De Troia
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