Piano d’Accio restituisce i tesori dell’Età del ferro

Durante i lavori al polo didattico emergono tredici tombe del VI e VII secolo a.C. I reperti attribuiti ai Pretuzi saranno conservati negli spazi espositivi dell’ateneo
TERAMO. Importante scoperta al campus Bortolami di Piano d’Accio. Durante i lavori di ampliamento del polo didattico di Medicina veterinaria, che verrà completato entro la fine del 2025, è venuta alla luce un’antica necropoli. Le sepolture sono riferibili all’Età del ferro e, in attesa di ulteriori elementi cronologici, sembrano collocabili tra VI e VII secolo avanti Cristo. Il rinvenimento della necropoli è stato illustrato ieri all’università dal rettore Dino Mastrocola, dalla soprintendente Cristina Collettini, dagli archeologi Gilda Assenti, Iolanda Piersanti e Alessandro Mucciante, dai docenti Paolo Coen e Alessia Colosimo, dal rettore della d’Annunzio di Chieti-Pescara Liborio Stuppia in collegamento video e dal capo delegazione del Fondo per l’ambiente italiano (Fai) di Teramo Pietro Costantini.
A seguito della scoperta, la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Teramo e L’Aquila ha richiesto lo scavo archeologico di tutta l’area al fine di fare emergere in modo completo le sepolture. L’ateneo di Teramo, sotto la direzione scientifica della Soprintendenza, ha quindi incaricato un gruppo di professionisti che stanno eseguendo lo scavo e il recupero dei resti archeologici: oltre agli archeologi Mucciante e Piersanti sono coinvolti, in collaborazione con la ditta Progeco srl, la restauratrice Laura Petrucci e l’antropologa Samantha Fusari.
Finora sono state scoperte 13 tombe a circolo, delimitate da pietre, in due aree distinte e separate da circa 50 metri. A corredo delle sepolture, che fanno riferimento al popolo dei Pretuzi, sono stati ritrovati vasi ceramici di varia tipologia (simbolo del banchetto aristocratico), armi in ferro (per individui di sesso maschile), fibule e fusaiole (per le donne). Di particolare interesse la sepoltura di un bambino, che presenta al collo un collare in ferro tipico delle tombe infantili e che trova confronto nella necropoli rinvenuta alcuni anni fa alla Cona durante i lavori del Lotto zero. La Soprintendenza ha già avviato con l’università di Teramo un percorso finalizzato a un accordo di valorizzazione che permetterà di procedere alla musealizzazione dei ritrovamenti negli spazi espositivi dell’ateneo, coinvolgendo nell’attività esperti e studenti, e all’inserimento di essi nel programma di studi del corso di museologia.
I lavori per il completamento del polo didattico di Medicina veterinaria, stando a quanto spiegato ieri, non subiranno rallentamenti. Domenica 16 giugno, in occasione delle Giornate europee dell’archeologia, sarà possibile visitare il cantiere archeologico di Piano d’Accio prenotandosi sul portale del Fai. La soprintendente Collettini ha annunciato che nei prossimi mesi ci saranno interventi in piazza Sant’Anna per valorizzare gli scavi mentre è ancora da capire cosa potrà essere fatto per i mosaici romani di via Sant’Antonio.
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