Piano erosione, è spaccatura I balneatori di Alba nord si dimettono dagli incarichi

19 Novembre 2020

Dopo la presa di posizione di Oba e Albatour contro i pennelli della Regione esplode il contrasto all’interno delle associazioni. Gli scissionisti accusano i vertici

ALBA ADRIATICA. Clima da guerra civile all’interno delle associazioni turistiche di Alba Adriatica. Gli operatori della costa nord si ribellano ai rappresentanti di Oba balneatori e Albatour albergatori, a causa del documento congiunto, firmato insieme alle associazioni di categoria tortoretane e sovracomunali, che esprime un categorico e aprioristico “no” alla realizzazione di pennelli perpendicolari a sostegno del corposo ripascimento della spiaggia di alimentazione.
L’opera, nei piani della Regione, dovrebbe essere realizzata lungo la costa nord per tamponare erosione e mareggiate per qualche anno, in attesa della messa in sicurezza definitiva di tutto l'arenile vibratiano. Ma non c’è ancora un progetto dettagliato, mentre l’ipotesi dei pennelli fa temere per un eventuale spostamento verso sud della criticità. Con il loro "no", le associazioni di categoria si sono allontanate dalla posizione di prudenza espressa dal Comune e dal comitato anti-erosione, che invece hanno chiesto maggiori dettagli prima di pronunciarsi nel merito.
All’interno di Oba i primi atti di rottura si sono già visti: le dimissioni immediate con polemica di entrambi i vicepresidenti, Sergio Santomo e Andrea Di Pentima, che condividevano anche la delega all’erosione. «Atto dovuto, dopo che il presidente Marco Capoferri ha assunto una decisione così importante senza prima convocare il direttivo», dice Santomo, titolare dello chalet Stella d’Oro, «ho anche chiesto le sue dimissioni, in quanto il mandato è terminato due anni fa». Aggiunge Di Pentima dello stabilimento Alba Beach: «Non ho condiviso la scelta fatta e nemmeno il modus operandi del presidente, che si è arrogato il potere di mettere le mani avanti decidendo anche per noi, che viviamo un dramma e subiamo continuamente ingenti danni, senza ascoltare il nostro parere».
Venti di guerra anche all’interno di Albatour, dove si minaccia l’uscita in blocco degli iscritti della costa nord a causa della firma apposta dal presidente Ludovico Tavoni. «Quel documento è ingiusto nei confronti di chi vive un momento di enorme difficoltà, ma anche scorretto, perché è stato firmato senza convocare un’assemblea e addirittura tradendo l’accordo con il comitato anti-erosione per osservazioni congiunte», dice l’ex presidente Giancarla Stipa, titolare del residence Torre del Mar, «Stiamo valutando, quindi, di lasciare in blocco l’associazione». L’esodo in preparazione fuori da Albatour degli operatori della costa nord viene confermato anche da Maurizio Barnabei, che gestisce gli hotel King e Royal: «Siamo avvelenati, perché ci sentiamo pugnalati da chi dovrebbe rappresentarci. Cercherò di trascinare più colleghi possibile fuori dall’associazione».
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