Piano Lenta: «Siamo abbandonati»

Gli abitanti del quartiere protestano per campo sportivo, verde e marciapiedi
TERAMO. Il cartello stradale d'ingresso al quartiere, abbattuto un paio d'anni fa e rimasto a terra sul ciglio della statale 81, è diventato l'emblema del degrado. Piano della Lenta è lontano dal Comune più di quanto misuri la strada che lo divide dalla centro. A calcolare la distanza, in termini di mancate realizzazioni, abbandono e disinteresse da parte dell'amministrazione cittadina, sono i residenti. Secondo loro il quartiere collinare in cui vivono è diventato «terra di nessuno», priva di rappresentanza e dunque di peso politico per far valere le proprie ragioni. Il risultato più evidente dell'oblio è il campo di calcio. Fu uno dei primi ad essere realizzato nella periferia della città e oggi sconta il logorio del tempo e la beffa di un intervento di riqualificazione realizzato solo per un quarto delle opere previste. Il primo progetto risale al 2007, con uno stanziamento iniziale di 244mila euro, ma di fatto non ha mai visto la luce. Due anni dopo è stato bloccato per essere riproposto, in forma ridotta, nel 2014, Tra i lavori da fare c'erano l'ampliamento del rettangolo di gioco, che ne avrebbe consentito la messa a norma, e il consolidamento di un angolo che stava cedendo sul lato del fosso e la messa. L'appalto è stato aggiudicato nella primavera del 2015 alla ditta Palumbi, la consegna era prevista per novembre, ma è passato quasi un anno e l'intervento non è stato ancora completato. «L'ampliamento del campo è stato fatto a metà», sottolinea Tullio Bonaduce, presidente della società calcistica di Piano della Lenta, l'angolo pericolante è stato messo in sicurezza, ma non è stato chiuso con la nuova recinzione». Quel punto si affaccia direttamente sul fosso e quindi rappresenta un pericolo che, insieme al resto delle opere non completate, rende inutilizzabile l'impianto da oltre un anno. I ripetuti contatti con l'amministrazione, compreso il nuovo assessore ai lavori pubblici Franco Fracassa, non hanno sortito l'effetto sperato. «Abbiamo anche presentato un progetto per accedere a un finanziamento del Credito sportivo», sottolinea Bonaduce, «ma non è mai approdato in consiglio comunale». Il problema, dunque, è destinato a riproporsi in vista della ripresa dei campionati e dell'attività agonistica. Piano della Lenta rischia di ritrovarsi ancora senza campo di calcio, ma non è questa l'unica carenza di cui soffre. I marciapiedi realizzati circa tre anni fa dall'Anas per aumentare la sicurezza non soddisfano i cittadini. «Sono stati fatti male, senza criterio», affermano, «e in alcuni punti risultano inutilmente ingombranti». Non va meglio con la pulizia dei giardini e lo sfalcio della vegetazione nelle aiuole e ai lati delle strade. «Gli spazi pubblici sono in totale abbandono», dice l'ex presidente del comitato di quartiere Angelo Sborlini, ma la lista dei disservizi è lunga e comprende anche la manutenzione delle strade, nonché la pulitura dei tombini. Nel mirino finiscono il sindaco Brucchi e gli assessori in carica e del recente passato. «Li ringraziamo molto per l'interessamento al nostro quartiere», conclude Sborlini, «la prossima volta che verranno a cercare voti li accoglieremo stendendo il tappeto rosso».
Gennaro Della Monica
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