Piano regolatore da cambiare: serie di incontri con il territorio

L’amministrazione e i tecnici a confronto con i comitati di frazione, poi toccherà a quelli di quartiere Ciapanna: «L’attuale Prg ha vent’anni e non è più in linea con lo sviluppo sociale ed economico»
TERAMO. L'amministrazione comunale e i tecnici che si stanno occupando della redazione del nuovo Prg hanno incontrato ieri mattina al Parco della scienza i rappresentanti dei comitati di frazione. Un appuntamento che si inserisce in un'agenda specifica voluta dal Comune di Teramo, che conta diversi momenti di confronto con i protagonisti del territorio: al centro c'è il piano regolatore, o meglio ci sono le linee che questo dovrà seguire, le peculiarità urbanistiche e sociali con le quali dovrà misurarsi, le esigenze e le nuove necessità di un'area vasta che sta vedendo diversi cambiamenti.
A coordinare i lavori nel corso dell'incontro di ieri, come in quelli già svolti, è stato l'assessore Graziano Ciapanna che fra le varie deleghe legate all'urbanistica ha quella specifica al piano regolatore generale. «Stiamo portando avanti momenti di confronto importanti che ci danno modo di raccogliere le istanze e i suggerimenti del territorio per la stesura delle linee di indirizzo sulle quali si fonderà il Prg», spiega Ciapanna, «l'attuale piano, risalente a vent'anni fa, non risponde più alle esigenze del nostro comune e questo aspetto è emerso chiaramente anche nell'incontro con i rappresentanti delle frazioni. Non è solo una questione urbanistica: il Prg infatti interviene anche in termini di sviluppo sociale ed economico dei territori ed è su questo che ci siamo confrontati con chi vive nelle frazioni. Il prossimo incontro sarà con i rappresentanti dei comitati di quartiere, mentre un tavolo di confronto c'è stato già con gli ordini professionali e le associazioni di categoria».
L'assessore sottolinea come il nuovo Prg, al quale stanno lavorando esperti dell'Università di Camerino, avrà come obiettivo principale la rigenerazione urbana attraverso il recupero dell'esistente, evitando ulteriore consumo del suolo. La strada da percorrere è quella del recupero del patrimonio presente sia in città che nelle frazioni, cercando inoltre un raccordo urbanistico con i cambiamenti che stanno derivando sia dalla ricostruzione post sisma che dai progetti legati al Pnrr.
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