Piano spiaggia, raffica di contestazioni

31 Marzo 2023

Branella (Unica Beach): manca l’area per i cani. Flagnani (Coba): ingiusto ridurre gli spazi liberi

GIULIANOVA. Il nuovo piano spiaggia, ancora prima dell’adozione in consiglio lunedì, continua a suscitare polemiche. Al centro del dibattito, oltre ai tagli delle spiagge mal digeriti da alcuni balneatori e sindacati, anche la presa di posizione di “Unica Beach”, la concessione dedicata all’accesso degli animali da compagnia.
La veterinaria Giusy Branella, titolare della spiaggia per cani denominata “Unica Beach”, lamenta la mancanza della propria concessione nelle tavole e nelle tabelle del nuovo piano demaniale marittimo, al contrario di tutte le altre, identificate con numero del titolo concessorio. «La spiaggia per cani obbligatoria per legge regionale e regolamento comunale, non viene affatto menzionata», dice Branella, «dopo aver avuto un incontro con l’assessore al demanio Giampiero Di Candido, che mi ha riferito di non aver sufficienti nozioni in materia, riportando motivazioni che ho contestato immediatamente, è stata proposta una riunione con il dirigente di area Andrea Sisino, fissata però per martedì, giorno successivo al consiglio comunale». Secondo Giusy Branella, ci sarebbe una mancanza di volontà di confronto da parte del Comune, e quindi annuncia di esser pronta a qualsiasi azione necessaria, affinché vengano rispettate le leggi e la regolarità del piano spiaggia. Sul piano demaniale marittimo comunale che lunedì andrà sottoposto al vaglio del consiglio, interviene anche Gianni Flagnani, titolare dello stabilimento Altamarea sul lungomare centrale, e presidente del Coba (il consorzio dei balneari). «Non mi sembra giusto tagliare per poi ridare le spiagge libere in comodato d’uso, soprattutto in riferimento a quelle sottratte ai balneatori che poi vengono riassegnate in concessione temporanea», dice, «il piano regionale prevede il 20% di spiagge libere e il Comune, con questo nuovo provvedimento, si è adeguato alle regole del piano demaniale della Regione: dovrà quindi a proprie spese provvedere ai servizi, e all’inserimento della figura del bagnino per la salvaguardia della balneazione, oneri che non devono ricadere sulle spalle dei gestori che le prendono in comodato d’uso: tutto questo non mi sembra corretto».(s.g.)