Piazza Dante diventerà pedonale: 105 posti auto cancellati in un anno

10 Gennaio 2022

Comune e gestore dell’area di sosta dovranno calcolare l’impatto dell’emergenza Covid sugli incassi  Già eliminati i primi 20 stalli. L’assessore Verna: «Il percorso avviato senza problemi, andremo avanti»  

TERAMO . Piazza Dante diventerà pedonale in quattro mosse. C’è però l’incognita Covid-19: variabile che lascia un margine d’imprevedibilità all’operazione messa a punto dal Comune e per la quale nei giorni scorsi sono stati mossi i primi passi. Una recente delibera adottata dalla giunta ripercorre le tappe della vicenda ed è passata attraverso una fitta corrispondenza tra le diverse amministrazioni in carica e la società di gestione dell’impianto sotterraneo destinato alla sosta e la piazza, brutalmente definita negli atti «piano a raso», che doveva essere pedonalizzata oltre dieci anni fa ma tutt’ora è occupata dalle “strisce blu”.
Trasformazione a tappe
Il provvedimento fissa i periodi entro cui gli stalli saranno progressivamente smantellati per lasciare spazio a verde e arredi che trasformino l’area, esaltandone la vocazione pedonale. Il primo passaggio è stato compiuto qualche giorno fa, con la cancellazione di venti stalli davanti alla facciata del liceo classico. Entro fine luglio il piano prevede l’eliminazione di altri 25 posti auto e la “road map” proseguirà con ulteriori 25 soppressioni a fine ottobre e 35 entro dicembre. Per l’ultimo giorno dell’anno, dunque, gli attuali 105 stalli dovrebbero sparire del tutto. «Il percorso è stato avviato senza particolari contraccolpi», spiega l’assessore alla mobilità Maurizio Verna, «e a breve proseguiremo con gli interventi sulla prima fascia». Lungo il fronte liberato dalle auto, dove attualmente ci sono cartelli mobili che indicano il divieto di sosta, saranno installati dissuasori, in attesa che prenda corpo l’intervento di pedonalizzazione. Verna ribadisce che si tratterà di un «progetto dinamico», da sviluppare seguendo il progressivo sgombero della piazza, e che punterà a creare anche una connessione con il giardino dell’ex Regina Margherita e la Casa del mutilato. Su un lato o lungo la cinta esterna dello spazio potrebbero anche restare alcuni parcheggi a pagamento. «Non sarebbe un problema», specifica l’assessore, «purché resti fermo l’obiettivo di recuperare un’area importante della città per i pedoni».
LA VARIABILE COVID
La trattativa con Socabi, la società di gestione dell’impianto sotterraneo, che per anni ha evidenziato la necessità di utilizzare anche la piazza come parcheggio per riequilibrare conti in perdita per cause di forza maggiore, è stata chiusa. Anche tramite la consulenza di una ditta specializzata è stato stabilito che i 607mila euro di squilibrio indicati dal gestore sono stati assorbiti dalle proroghe sull’occupazione dell’area in superficie che doveva essere liberata nel 2011. Resta aperto, come sollecitato dalla società, il calcolo delle perdite dovute all’emergenza sanitaria che potrebbero comportare modifiche al piano o il riconoscimento di indennizzi al gestore.
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