Piazza Dante, il giudice conferma «Sì alla risoluzione del contratto»

3 Ottobre 2023

Respinta la richiesta di sospensiva della società Socabi, resta esecutiva la sentenza di primo grado Il sindaco: «È il terzo pronunciamento favorevole al Comune, ora attendiamo le sentenze definitive»

TERAMO. Nel braccio di ferro giudiziario fra il Comune di Teramo e la Socabi, società che gestisce il parcheggio di piazza Dante, l'ente incassa un nuovo punto a suo favore. Nei giorni scorsi il giudice civile d'appello, chiamato a definire la controversia sulla risoluzione del contratto di gestione, ha rigettato la richiesta di sospensiva presentata da Socabi confermando così l'esecutività del giudizio di primo grado che dava ragione al Comune. Si tratta di una decisione che non entra nel merito della questione ma che va a puntellare ulteriormente quanto fino ad oggi, in più di una sede giudiziaria, l'ente pubblico ha sostenuto e portato avanti.
Il contenzioso si muove su due binari: c'è un filone amministrativo relativo al riequilibrio finanziario che attualmente si trova dinanzi al Consiglio di Stato, dopo la vittoria al Tar del Comune; c'è poi il filone civile dove Socabi ha chiesto la risoluzione del contratto e un indennizzo di sei milioni di euro e di contro il Comune sostiene di volere risolvere il contratto in quanto parte lesa senza dovere alcunché alla società. Su questo fronte in primo grado l'ente ha incassato già una vittoria che ha portato Socabi a ricorrere in appello avanzando richiesta di sospensiva della risoluzione: su questa è giunto il “no” del giudice che ha di fatto confermato l'esecutività del primo grado, che risolve il contratto. Bisogna ora attendere gli esiti delle sentenze definitive prima che materialmente la piazza torni nelle mani del Comune ma «siamo sulla buona strada: una strada che ho inteso percorrere con decisione sin da quando ero consigliere comunale e che da sindaco ho potuto portare avanti con ancor più determinazione. È una battaglia della quale vado orgoglioso: bisognava porre fine a una situazione confusa, una vera ferita per la città», commenta il sindaco Gianguido D'Alberto, «la gestione è stata oggetto di proroghe, quella del 2013 fu addirittura “sine die”, cioè senza termine. Abbiamo preso in mano la situazione, dimostrato che il riequilibrio finanziario era raggiunto e che la piazza doveva tornare bene pubblico. Una vicenda complessa, sulla quale però abbiamo ottenuto già due vittorie e ora il rigetto della sospensiva».
Per il sindaco la piazza dovrà tornare ad essere fruibile e in dialogo con le altre zone del centro. L'idea è di pedonalizzarne una parte e lasciare degli stalli per i parcheggi ma «riqualificandola anche con un percorso di partecipazione di cittadini e operatori economici», conclude D'Alberto.
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