Piazza Dante, il privato non vuole 6 milioni

2 Aprile 2016

L’ad della Socabi: «Quella è una vecchia richiesta, la nostra al Comune è di gran lunga inferiore»

TERAMO. Parcheggio di piazza Dante: per il privato la situazione debitoria del Comune e il ristoro che l’ente dovrebbe versare per i mancati incassi sono meno catastrofici del previsto. Le indiscrezioni emerse dalla riunione di maggioranza parlano di una richiesta di 6 milioni di euro ma Fabrizio Doremi, amministratore delegato della Socabi, smentisce e puntualizza. «Una cifra del genere manderebbe in dissesto il Comune», commenta Doremi, «in realtà le cifre sono ancora oggetto di trattativa e sono di gran lunga inferiori. La cifra di 6 milioni fa riferimento al piano di riequilibrio avanzato dalla vecchia società, che all'epoca aveva un suo regime di concordato, ovvero la "Parcheggio Piazza Dante". Oggi il quadro societario è mutato, quella società è stata inglobata interamente dalla Socabi e anche il piano di riequilibrio è diverso».

L'amministratore delegato spiega che il nuovo piano, di cui non svela le cifre perché ancora oggetto di trattativa, verte sulla ridefinizione del numero degli stalli e sul tempo della concessione, e prevede anche importi da riconoscere al Comune che dunque avrebbe anche dei margini di guadagno. «Il piano», prosegue Doremi, «è completamente rivisitato e lascia ampi margini al Comune per spacchettare le possibilità di anno in anno. Nulla vieta ad esempio che se da qui a qualche anno il Comune stabilisce di fare un giardino pubblico al posto del piano a raso possa farlo, magari concedendoci in cambio altri stalli in altre zone della città. L'amministrazione ha facoltà di rimodulare il riequilibrio come crede posto che io non debba disattendere il giudice e il tribunale per gli effetti del concordato, e l'economicità dell'azienda». Il privato dunque smorza l'impatto economico nefasto per le casse comunali ma conferma la proposta di una proroga fino al 2027.

Su piazza Dante ha preso posizione anche il consigliere d'opposizione Maurizio Verna che ha convocato una riunione della commissione consiliare di controllo e garanzia per martedì. «Stabilito ormai che Teramo non possa avere un parcheggio costruito secondo le normali procedure senza che il pubblico intervenga pagando ingenti somme, che invece potrebbero essere utilizzate per chi ne ha veramente bisogno», dichiara Verna ricordando i tagli all'assistenza disabili, «va fatta chiarezza sul debito fuori bilancio di oltre mezzo milione di euro che l'amministrazione si appresta a pagare alla società che gestisce il parcheggio». Questo poiché la maggioranza sarebbe propensa a versare non più di 550mila euro quale ristoro alla Socabi. (m.d.t.)

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