Piazza Dante, non ci fu abuso: «Legittima l’azione del Comune»

Il Consiglio di Stato conferma la regolarità dell’iniziativa dell’amministrazione per riprendersi l’area: «Il gestore del parcheggio sotterraneo è stato ampiamente remunerato per il disavanzo finanziario»
TERAMO . L’operazione del Comune per tornare in possesso di piazza Dante è corretta. Lo stabilisce il Consiglio di Stato che ha respinto l’appello presentato da Socabi. La società di gestione de parcheggio sotterraneo aveva impugnato la sentenza del Tar con cui era già stata sancita la legittimità dell’iniziativa adotta dall’amministrazione. Quest’ultima, sulla base di un calcolo affidato alla ditta specializzata Deloitte, aveva ritenuto compensate le maggiori spese lamentate dal gestore cui, al fine di riequilibrare i conti, era stata assegnata anche la piazza che in origine doveva diventare pedonale.
A seguito della valutazione sugli introiti della Socabi il Comune ha emesso l’ordinanza per la riacquisizione dell’area. La società però ha fermato tutto, presentando il ricorso al Tar. Dopo la prima bocciatura si è rivolta al Consiglio di Stato, sostenendo la parzialità dell’analisi nel giudizio di primo grado, ma il risultato non è cambiato. Il massimo organo della giustizia amministrativa, infatti ha confermato la correttezza dell’operato dell’amministrazione. «La società appellante ha sostenuto costi di gestione ultronei, che hanno ridotto il margine operativo netto in suo favore», si legge nella sentenza, «trattasi di scelta riconducibile unicamente alla propria sfera organizzativo-imprenditoriale, i cui risultati non possono pertanto che ricadere sulla sfera giuridica della società».
La Socabi tra l’altro «è stata ampiamente remunerata dei disavanzi di gestione, attraverso una proroga novennale della gestione del servizio parcheggi. Proroga che, a termini di convenzione, non costituiva oggetto di diritto in suo favore». Il giudice sottolinea, inoltre, il «trasferimento del rischio economico in capo al concessionario, remunerato dal mercato e in cui i fattori idonei a incidere sull’originario equilibrio economico-finanziario devono essere riconducibili ad accadimenti esterni». Gli atti impugnati «costituiscono espressione di buon governo della discrezionalità amministrativa, essendo emessi sulla base dei risultati dell’analisi finanziaria condotta da Deloitte, che è risultata priva di errori e/o profili di illogicità/irrazionalità nella scelta del criterio metodologico adottato, e nei relativi risultati pratico-applicativi». Il gestore, invece, ha fornito ricostruzioni che si traducono «in un non consentito sindacato economico sulle scelte discrezionali amministrative, pretendendo la società di sostituire la valutazione dell’amministrazione – al più economicamente opinabile, come tutte le scelte economiche, ma certamente non errata, nei termini prima chiariti – alla propria personale valutazione». Soddisfatto il sindaco Gianguido D’Alberto. «Ancora una volta è stata riconosciuta la bontà dell’azione politico-amministrativa che abbiamo portato avanti», afferma, « sul parcheggio a raso di piazza Dante abbiamo da sempre posto una grande attenzione, fin da quando eravamo all’opposizione, conducendo numerose battaglie. Quando ci siamo insediati ci siamo attivati fin da subito per superare una situazione di stallo, frutto di anni di inerzia». (g.d.m.)
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