Piccola Opera, ispezione Asl e i 5 Stelle accusano D’Alfonso

GIULIANOVA. Continua davanti alla Piccola Opera Charitas di Giulianova, oggi per il terzo giorno consecutivo, il presidio dei rappresentanti sindacali e di alcuni lavoratori, per protestare contro il...
GIULIANOVA. Continua davanti alla Piccola Opera Charitas di Giulianova, oggi per il terzo giorno consecutivo, il presidio dei rappresentanti sindacali e di alcuni lavoratori, per protestare contro il mancato stipendio di novembre. Ieri mattina, tuttavia, due dirigenti della Asl si sono recati nella struttura per esaminare le cartelle. Tra la struttura fondata da padre Serafino Colangeli e la Asl, infatti, è in piedi un contenzioso sul pagamento delle prestazioni sanitarie. La Asl, a partire dallo scorso anno, ha ridotto il pagamento da 150 euro a 80 euro a prestazione. Questo è avvenuto dopo che, nell’aprile 2013, la struttura giuliese fu oggetto di un’ispezione congiunta di Nas e Asl. Dalle verifiche risultò che la Piccola Opera Charitas per alcuni aspetti non era a norma, non solo da un punto di vista strutturale, ma anche per quanto riguarda i profili professionali del personale impiegato. Questo fatto, unito alla tipologia di pazienti, ritenuti non tanto bisognosi di riabilitazione, quanto piuttosto di assistenza e tutoraggio, indusse la Regione a cambiare tipologia di contratto.
Qualche giorno fa, la Fondazione ha annunciato che non avrebbe pagato gli stipendi di novembre ai 150 dipendenti. A questo proposito, il Movimento 5 stelle Giulianova chiede spiegazioni al sindaco Francesco Mastromauro e al governatore Luciano D’Alfonso che, durante la visita di gennaio scorso, aveva promesso di sistemare tutto. «I lavoratori sono stati lasciati senza stipendio», incalza il Movimento, «dopo che il sindaco e il presidente della Regione li avevano rassicurati sul futuro della struttura, alcuni mesi fa. Chiediamo ancora una volta a D’Alfonso di non venire più nella nostra città a fare passerella, dal momento che dal suo insediamento in Regione, i giuliesi hanno dovuto subire le sue politiche di macelleria sociale». (mt)

