Pieni i reparti nel terzo lotto Asl pronta ad aprire otto posti

14 Ottobre 2020

Domani si terrà un’unità di crisi per decidere come far fronte all’aumento di casi e quindi di ricoverati Presto al via i lavori per un nuovo reparto. Di Giosia: «Facciamo piani per dare risposte efficaci»

TERAMO. È un balzo indietro di sei mesi. I numeri sono importanti: 1.061 positivi in provincia di Teramo, di cui 40 nuovi casi ieri. I positivi di età inferiore ai 19 anni sono 13, in provincia. Per quanto riguarda i ricoverati, è stato sfondato il muro dei 20: due di questi sono in Rianimazione, gli altri divisi fra Malattie Infettive e Pneumologia.
I due reparti sono ormai pieni, tanto che si sta riallestendo un’ala per le urgenze, nell’ex Hospice, di fianco alle Malattie infettive. Si tratta di otto posti che saranno pronti in queste ore, due in meno rispetto alla scorsa primavera, visto che in quell’ala ora sono stati sistemati una dialisi per i malati Covid e un triage.
E’ evidente che otto posti non bastano. Così come in prospettiva non sono sufficienti quei tre posti di Rianimazione Covid allestiti di fianco a quella generale. Due sono occupati e uno è tenuto libero per le emergenze. Non a caso finora due pazienti sono stati trasferiti alla Rianimazione di Pescara. A proposito di Pescara non è entrato a regime, anche se la seconda ondata è già iniziata, l’ospedale Covid da 11 milioni: dei 220 posti ne sono attivi una sessantina, per problemi di carenza di personale. Quindi quello che avrebbe dovuto essere l’ospedale regionale di riferimento, per il momento non c’è.
La Asl di Teramo, per ora, deve fare da sola. Domani si terrà un’unità di crisi in cui saranno decise le strategie per far fronte alla seconda ondata. «Il numero dei contagi è in lieve aumento», commenta laconicamente il direttore generale della Asl Maurizio Di Giosia, «stiamo predisponendo dei piani per dare risposte efficaci ai cittadini». Di più Di Giosia non dice, evidentemente aspetta le decisioni che saranno assunte domani.
Sul piatto ci sono i lavori al terzo lotto, che si conferma presidio Covid. Pare che la Regione abbia dato il via libera ai lavori per trasformare il primo piano, attualmente inutilizzato, in una terapia sub intensiva. Il cronoprogramma prevede che i lavori vengano eseguiti in 60 giorni, e l’avvio potrebbe avvenire entro una quindicina di giorni.
Inoltre all’occorrenza dei 18 posti letto dell’ala al pianterreno, che fino ai primi di maggio ha ospitato la Rianimazione Covid e che ora ospita per 12 di quei letti la Pneumologia, i sei rimanenti potrebbero essere ritrasformati in Rianimazione Covid o, alla malaparata, anche tutti trasferendo la Pneumologia. Fra i vari problemi da risolvere, anche se forse di minore portata, c’è anche il centralino dell’Ucat, che funge da riferimento per le emergenze Covid sul territorio: se le quattro linee sono occupate il telefono suona come libero e i cittadini pensano che non ci sia nessuno a rispondere.
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