Pineto, cittadinanza onoraria ai bambini stranieri residenti

Il consiglio comunale approva la delibera che mira ad accelerare il riconoscimento dei diritti ai piccoli «È un atto dovuto per quanti nascono, crescono, studiano e si sentono italiani ma hanno limitazioni»
PINETO. Cittadinanza onoraria a tutti i minori stranieri residenti. A Pineto nell’ultimo consiglio comunale, è stata approvata l’iniziativa di valore simbolico finalizzata a dare impulso al Parlamento nel legiferare sull’argomento, considerando anche la convenzione dell’Onu che rimarca una serie di diritti per bambini e adolescenti deve ancora essere recepita appieno. Pineto ha così deciso di concedere la cittadinanza onoraria a tutti i minori di origine straniera nati in Italia da genitori residenti e non cittadini, purché vivano e risiedano nel territorio comunale.
«Il 3 marzo scorso è stato presentato in commissione affari costituzionali un testo di riforma per l’acquisizione della cittadinanza italiana per minori stranieri residenti», afferma l’amministrazione, «il diritto alla cittadinanza è un atto dovuto per quanti nascono, crescono, studiano e si sentono italiani. Attualmente un bambino nato in Italia da genitori residenti e non cittadini deve attendere 18 anni per vedersi riconosciuto questo diritto e poi ha 12 mesi di tempo per confermare la sua volontà ad avere la cittadinanza. Fino ai 18 anni ha dunque molte limitazioni ed è considerato a tutti gli effetti uno straniero per la legge. Il nostro piccolo gesto può contribuire a cambiare le cose».
Il Comune evidenzia infine come siano oltre un milione i bambini e gli adolescenti cresciuti in Italia, non riconosciuti e penalizzati dalla vecchia norma in vigore sulla cittadinanza (la 91 del 1992), che si basa sul principio dello ius sanguinis, una legge che secondo l’ente andrebbe eliminata il prima possibile. Il sindaco Robert Verrocchio in questi ultimi giorni ha dimostrato grande apertura al problema organizzando eventi dove sono stati protagonisti molti minori e famiglie rifugiate giunte in città per sfuggire alla guerra in Ucraina. Si è tenuta al parco della Pace non solo la Pasqua ortodossa che ha visto la presenza del vescovo Lorenzo Leuzzi ma anche l’appuntamento del primo maggio che ha visto la partecipazione di diversi bambini rifugiati.
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