Pineto, i negozianti contro l’aumento Tari
Iezzi (Confesercenti): «Vista la crisi il Comune avrebbe dovuto diminuire le tasse, non aumentarle»
PINETO. Commercianti di Pineto sul piede di guerra per l’adeguamento della Tari.
In una nota il presidente dell’associazione locale commercianti artigiani Confesercenti Biagio Iezzi spiega: «Con l'ulteriore aumento del 2% della tassa sui rifiuti, approvato nell'ultimo consiglio comunale, il sindaco Robert Verrocchio e la sua amministrazione hanno disatteso l'esigenza di una necessaria riduzione delle tasse per le attività commerciali e artigianali della città. Molte delle quali hanno chiuso le saracinesche e spento definitivamente le insegne, altre si apprestano a farlo, gravate dai non pochi ed onerosi balzelli locali e nazionali».
Il riferimento è anche alla concorrenza dei colossi di internet ed ai costi di gestione, sempre più eccessivi ed insostenibili. Iezzi aggiunge: «Il 40% del costo complessivo della Tari - un milione e 439mila euro su tre milioni e 595mila - è prelevato dalle casse delle attività produttive, in modo particolare da quelle semivuote dei negozi, bar, ristoranti, pizzerie e chioschi. Per affrontare questa problematica, la nostra associazione commercianti il 13 settembre del 2017, aveva chiesto un incontro con gli amministratori. Richiesta non accolta, dimostrando indifferenza nei confronti di una categoria, il cui ruolo e sopravvivenza sono essenziali per una località a vocazione prettamente turistica come Pineto».
La nota si conclude con un allerta: «Ai commercianti, agli artigiani non resta che sperare in una futura amministrazione comunale più sensibile al destino di tanti piccoli e medi imprenditori, considerati dagli attuali inquilini dei piani alti del palazzo municipale come mucche da mungere fino all'ultima goccia di latte».
Domenico Forcella
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