Pineto. La pineta rischia l’estinzione Scatta l’operazione-salvezza

Il sindaco: «Pronti a intervenire, individuata la migliore sostanza da somministrare»
PINETO
Il nemico si chiama cocciniglia tartarugata, Toumeyella parvicornis: un insetto originario del Nord America, arrivato in Italia negli ultimi anni attraverso Campania e Lazio e sbarcato più di recente in Abruzzo e in Puglia. Colpisce soprattutto il Pinus pinea, il pino domestico che disegna il paesaggio costiero abruzzese.
IL NEMICO
Le femmine, riconoscibili dal corpo bruno-rossastro che ricorda un minuscolo carapace di tartaruga, si nutrono sottraendo linfa da aghi e rametti giovani e producono abbondante melata: una sostanza zuccherina che cola a terra rendendo appiccicosi i marciapiedi e favorendo la fumaggine, il fungo nero che soffoca la chioma e ne azzera la fotosintesi. Il risultato è un ingiallimento progressivo degli aghi, il disseccamento dei rami e, nei casi più gravi, la morte della pianta nel giro di pochi anni. La diffusione è rapidissima: fino a tre-quattro generazioni l’anno, centinaia di uova per ogni femmina, trasporto affidato al vento e al contatto tra chiome vicine. Dopo Pescara, Montesilvano e Silvi, il fronte si è spostato su Pineto: prima i viali alberati, ora il timore è che l’infestante cocciniglia raggiunga la pineta storica e la pineta Catucci, il cuore identitario della città. Lo strumento più efficace è l’endoterapia, l’iniezione di principi attivi direttamente nel sistema vascolare dell’albero. Da qui la corsa contro il tempo.
PARLA IL SINDACO
Il sindaco Alberto Dell’Orletta rivendica di aver già mosso la macchina. «L’amministrazione non perde tempo. I trattamenti partono in settimana, contestuali al protocollo d’intesa con gli organi competenti. Proteggiamo il simbolo di Pineto e stiamo agendo con i fondi dell’area marina protetta».
Continua il primo cittadino: «Noi abbiamo già avviato il monitoraggio sia come Comune per le aree di nostra competenza, quelle che sono fuori ovviamente dal perimetro dell’area marina protetta, e altrettanto ha fatto la stessa area marina protetta per quanto riguarda invece proprio le zone di loro competenza, che fanno capo alla pineta Catucci, alla pineta storica, alle cosiddette zone cuscinetto, cioè quelle vie urbane che riconnettono i filari di Pinus pinea alle due pinete, e con la pineta storica in particolare».
Sui tempi il primo cittadino è netto: «Si è già partiti. Contiamo, contestualmente alla stesura del protocollo d’intesa, di avviare i trattamenti già individuati con la Regione Abruzzo nel corso di questa settimana. Se non è in questi giorni, al massimo la prossima». Una finestra che, aggiunge, coincide con quella indicata dai tecnici: «Peraltro dai tavoli tecnici che si sono tenuti è stato individuato questo come il periodo di intervento, cioè metà-fine agosto, primi di settembre».
I FONDI
Sui fondi replica. «Stiamo agendo ovviamente con risorse che fanno capo all’area marina protetta, a cui si aggiungono fondi comunali, grazie a un finanziamento che abbiamo intercettato nel settembre del 2025, finanziamento che si chiama RiConnEcTo, per la salvaguardia delle dune e delle pinete, di un milione e sei». Un percorso avviato da tempo, sottolinea: «Abbiamo presentato questa linea di finanziamento peraltro in un’assemblea pubblica nell’ottobre del 2025, quindi noi abbiamo sempre lavorato attenzionando questa situazione, non la scopriamo certo oggi».
Resta aperto il fronte delle piante di proprietà privata, che nei quartieri residenziali sono una quota consistente del patrimonio arboreo. «È allo studio un modello di ordinanza contingibile e urgente che probabilmente in qualche modo li riguarderà, sia in termini di condomini che in termini di giardini privati singoli», anticipa Dell’Orletta. «Probabilmente si interverrà con un’ordinanza con la quale disporrò, vista la situazione di urgenza, sia la valutazione da parte di tecnici che abbiano competenze in materia, sia l’individuazione del trattamento da impartire agli alberi».
PRIVATI CHE FARE?
Chi nota una pianta sofferente può intanto rivolgersi agli uffici comunali. «I cittadini sono invitati a segnalare. Possono rivolgersi all’Ufficio manutenzione e ambiente che è assolutamente disponibile a raccogliere eventuali sollecitazioni, se qualcuno lo avesse fatto spontaneamente», spiega il sindaco. «Se invece non lo hanno ancora fatto interverrà questa ordinanza, con la quale sarà appunto disposta la valutazione dei Pinus pinea eventualmente presenti all’interno del condominio, della propria residenza, con il trattamento da impartire».
Ed è proprio sul tipo di trattamento che arriva l’avvertimento più circostanziato, rivolto a chi in queste settimane si è mosso in autonomia. «Quello del trattamento da somministrare peraltro è un tema importante, perché c’è parecchia confusione in giro: chi sinora si è attivato ha somministrato nella buona parte dei casi dei trattamenti che sono funzionali alla processionaria, che invece, da quello che ci risulta proprio nei tavoli tecnici che abbiamo avuto con il servizio fitosanitario della Regione Abruzzo, non sono positivi al contrasto. Sono buoni per la processionaria, ma il problema non è questo insetto ora».
Meglio quindi attendere le indicazioni degli enti, e il sindaco ricorre a una metafora sanitaria. «Va individuata la cura migliore proprio in termini di sostanza e mi verrebbe da dire di terapia. Parliamo come se fossero, del resto sono degli esseri viventi anche le piante, quindi ragioniamo come se avessimo a che fare con un paziente. Va individuata una terapia specifica, e questa terapia specifica è emersa durante i lavori del tavolo tecnico che si è costituito tra Comune di Pineto, area marina protetta e servizio fitosanitario della Regione Abruzzo».
I PRECEDENTI
Non è la prima volta che il patrimonio verde della città finisce sotto attacco. «C’è stato già l’attacco del Tomicus, un altro agente patogeno, e ovviamente siamo intervenuti con buoni risultati», ricorda Dell’Orletta.
L’emergenza arriva nel mezzo di una stagione turistica che il Comune considera tra le migliori degli ultimi anni. «Siamo soddisfattissimi. Credo che verranno fuori dei numeri assai importanti in termini di presenze, lo dico perché abbiamo avuto un giugno esplosivo: i dati più o meno cristallizzati, parliamo di un aumento del 14% circa in termini di presenze».
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