Pineto ospita 400 ucraini: avranno alloggi autonomi

18 Marzo 2023

Progetto di integrazione con Comune, Protezione civile, Arci e associazioni  I profughi saranno gradualmente trasferiti dagli alberghi in altre strutture  

PINETO . Aumenteranno fino a 400 gli ucraini ospitati a Pineto. Saranno sistemati non più negli alberghi ma in alloggi autonomi forniti di cucine e spazi comuni. I profughi accolti durante l’inverno nelle strutture ricettive verranno gradualmente trasferiti, sempre sul territorio, grazie al supporto logistico della Protezione civile regionale. La questione è stata affrontata ieri, a Villa Filiani, nel convegno dal titolo “Accoglienza ucraini Comune di Pineto e Arci” con la partecipazione del sindaco Robert Verrocchio, dell’assessore alle politiche sociali Marta Illuminati, del direttore della Protezione civile abruzzese Mauro Casinghini, del responsabile Arci nazionale Filippo Miraglia e di Giorgio Giannella, presidente dell’Arci Teramo. Il progetto si avvale di un protocollo di collaborazione con associazioni che hanno contribuito all’integrazione attiva degli ucraini presenti sul territorio ovvero: l’associazione Gioia, il Fondo culturale dell’Ucraina, il Centro culturale Ucraina, l’associazione “Studio Paradiso” e l’associazione “Mother and Child”.
«Gli ucraini arrivati a Pineto», spiega Verrocchio, «si sono integrati nella società con numerosi momenti di condivisione, dalla Pasqua ortodossa alle cerimonie per la pace, passando per momenti aggregativi. I più piccoli frequentano le nostre scuole e svolgono attività pomeridiane, finché avranno bisogno non ci tireremo indietro nell’accogliergli. La loro sistemazione negli alberghi era naturalmente provvisoria, ora potranno trasferirsi in altre strutture autonome dove potranno vivere in un ambiente familiare, recuperando anche un normale routine sinora preclusa». Per Casinghini «il progetto del Comune di Pineto con Arci non è stato possibile attuarlo in altre realtà territoriali, questo ci fa comprendere che è necessario tener conto che i problemi legati ai fenomeni migratori in senso generale dovranno necessariamente portare alla ricerca di soluzioni strutturali, coinvolgendo sempre di più le comunità locali». Secondo Miraglia, inoltre, «l’idea di accoglienza diffusa a distanza di un anno deve diventare una soluzione stabile e non più transitoria, poiché nonostante molte persone siano tornate in Ucraina, chi è rimasto evidentemente vuole restare in Italia fino al termine del conflitto. Per cui per loro bisogna garantire un processo di integrazione».
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