Pineto, raddoppiati i casi di ludopatia e violenza domestica

6 Novembre 2014

Il Comune lancia l’allarme e fa un appello alla Regione «Ci dia gli strumenti per combattere il fenomeno»

PINETO. Sono più che raddoppiati dal 2007 ad oggi i casi di ludopatia e violenza familiare a Pineto. Martedì nella sala giunta del Comune c’è stato un summit per analizzare le emergenze. Oltre all’assessore al sociale Daniela Mariani hanno partecipato gli assistenti sociali, gli operatori del consultorio di Silvi-Pineto e semplici cittadini. «Abbiamo voluto incontrare tutti i soggetti che si occupano di sociale nel nostro territorio per capire quali sono le criticità in questo particolare momento storico», ha dichiarato l'assessore Mariani, «e abbiamo visto che la crisi economica ha colpito molto forte sul tessuto sociale. In questi anni i nostri assistenti sociali hanno visto un notevole aumento delle conflittualità all'interno delle famiglie, delle violenze di genere, ma anche tante richieste di aiuto per casi di ludopatia, un fenomeno che solo qualche anno fa era praticamente inesistente». Daniela Mariani prosegue: «La Regione, in vista del nuovo piano sociale, ha chiesto ai Comuni di apportare dei contributi ed è quello che stiamo facendo, cercando di capire come a Pineto sono cambiate nel corso di questi anni le esigenze e le necessità. Abbiamo un mare di richieste per ciò che riguarda le famiglie in difficoltà, alle quali cerchiamo di fornire aiuto per ciò che è nelle nostre disponibilità di cassa. Nonostante i grandi tagli sul settore sociale aiutiamo circa 60 nuclei familiari».

Il Comune durante l’incontro ha posto l'accento sul grande aumento dei casi di ludopatia, e in una nota lancia l’allarme: «È tremendo perché chi ne viene colpito ne è danneggiato sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista emotivo, creando problemi a tutto il suo nucleo familiare. Ormai è un fenomeno che si avvicina alle tossicodipendenze. Sappiamo che esiste una legge regionale sul tema che di fatto impedisce ai Comuni di intervenire realmente sino al 2018 nel regolamentare l’apertura delle sale gioco in città. Per questo», continua il Comune di Pineto, «chiediamo alla Regione di metterci nelle possibilità di disciplinare questo fenomeno».

Un assistente sociale aggiunge: «Chi viene colpito da dipendenza dal gioco entra in un circolo vizioso. Sono proprio le famiglie che si rivolgono ai nostri uffici, chi è affetto da questa patologia non si rende neanche conto di essere malato. Non abbiamo strumenti per guarirli, non ci sono psicologi. Prima, a chiedere sostegno erano solo portatori di handicap e anziani; ora,il quadro è drammaticamente cambiato».

Il cittadino Franco Corneli, presente all’incontro e costretto sulla sedia a rotelle da anni, ha fatto notare: «Bisogna fare una mappatura locale per poter rispondere in breve tempo alle varie emergenze prima che sia troppo tardi. Il monitoraggio deve valere anche su scala regionale e nazionale».

Domenico Forcella

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