Pineto, riparte il progetto della vasca anti-alluvione

Il Comune intende realizzarla nell’area dell’ex mattatoio sulla provinciale 28 Ci sarà anche una zona verde ma intanto l’edificio si trova nel degrado
PINETO. «Spostare l’ex mattatoio per fare posto ad una mega vasca di espansione per il torrente Calvano». È la strada che il Comune di Pineto intende seguire per la messa in sicurezza del corso d’acqua, che ad ogni piena fa registrare il pericolo di esondazione soprattutto nella zona centrale della città.
Ieri a tornare sull’argomento è stato il vicesindaco Cleto Pallini, che ha evidenziato come sia necessaria la bonifica dell’area che sorge proprio a ridosso dell’incrocio tra la provinciale 28 e la statale adriatica. «Recentemente», ha sottolineato Pallini, «abbiamo partecipato ad una conferenza di servizi con altri Comuni della costa teramana, tra cui Roseto e Silvi, relativa ai bandi europei per la riqualificazione delle condotte fluviali, tra le quali il torrente Calvano. Ribadisco la necessità di costruire nella zona dell’ex mattatoio una vasca di espansione capace di trattenere l’acqua in caso di forte piena del canale. Su tale proposta già sono stati effettuati degli studi che saranno portati avanti si spera nella prossima consiliatura. A Pineto abbiamo una prima area di espansione naturale che insiste su terreni privati proprio a ridosso del vulcanello di fango. La seconda vasca dovrebbe essere dislocata proprio poco prima del ponte sulla statale, a ridosso dell’ex mattatoio che va delocalizzato. In tale area bisognerebbe prevedere anche un parco verde attrezzato».
Una soluzione, quella proposta da Pallini, inserita già quattro anni fa nel programma elettorale del Pd e di cui si era parlato più volte negli anni scorsi. Al momento l’area dell’ex mattatoio, che ospita anche un capannone per la rimessa di attrezzature comunali e un’area sosta per scuolabus, versa in una situazione di degrado. Sul lato a ridosso del torrente Calvano ci sono cumuli di potature e legname ammucchiato, mentre sul lato a ridosso della sp 28 ci sono pensiline rotte, ferraglia e rifiuti di vari. Intorno al capannone, infine, solo fanghiglia e sporcizia.
Nel 2013 gli agenti della forestale di Atri, nell'ambito delle attività di controllo del territorio e contrasto ai reati ambientali, avevano rilevato in quella zona un deposito di circa 30 metri cubi di rifiuti inerti non trattati, con il sito che già nel 2010 era stato sottoposto a sequestro preventivo per smaltimento abusivo di rifiuti. Sulla necessità di riqualificazione dell’area giorni fa si era espresso anche il consigliere provinciale Giuseppe Cantoro, che aveva evidenziato la necessità di pianificare un’opera capace di garantire la sicurezza del terrritorio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

