Pioggia e giorno feriale: i saldi partono col freno a mano tirato

6 Gennaio 2016

Pochi acquirenti nel primo giorno, ma i commercianti sperano nel fine settimana e nel bel tempo Da Rui (Confcommercio): «Molti colleghi hanno iniziato con sconti del 50%, a marzo che faremo?»

TERAMO. È stato tutt’altro che scintillante l’avvio dei saldi nel capoluogo teramano. Vendite fiacche nel primo giorno del via agli sconti che tuttavia, per una serie di cause, non può essere ancora indicativo del trend della propensione all’acquisto. Il fatto che i saldi siano stati avviati in un giorno feriale e il tempo piovoso non hanno di certo invogliato i consumatori a fare acquisti. E così i commercianti sperano adesso che il fine settimana possa incoraggiare le vendite. Ma anche il termometro dell’ottimismo non è alle stelle visto che neanche gli acquisti di Natale sono stati massicci come ci si poteva aspettare.

Secondo Dario Sfoglia, presidente vicario di Confcommercio, anche le altre città abruzzesi non hanno registrato performance migliori e tutti hanno concordato che la scelta di un giorno feriale non è stata azzeccata. «Così come poco azzeccata è la scelta di far partire i saldi tanto presto», dice Giancarlo Da Rui, presidente di Confesercenti. «Prima si chiamavano “saldi di fine stagione” non a caso. Invece adesso i saldi partono in concomitanza con la necessità di acquistare i capi invernali. La regola dovrebbe prevederli invece a fine febbraio, inizi di marzo. Cappotti, copri-spalle, piumini, sono articoli che non abbiamo ancora venduto nel periodo natalizio e che adesso si trovano in saldo».

Unico dato positivo in quella che si preannuncia una disfatta commerciale è la correttezza dei commercianti teramani, A giudizio di Dario Sfoglia gli operatori sono trasparenti nell’applicazione degli sconti e nell’esposizione dei cartellini, e anche la merce proposta non proviene da fondi di magazzino o da collezioni troppo datate. Unica sbavatura le percentuali degli sconti ma anche queste danno il segno della crisi. «In genere si parte con sconti del 10 o del 20% nella fase iniziale dei saldi», osserva Da Rui, «per poi arrivare al 50% a fine stagione. Invece abbiamo osservato colleghi che già ieri, al primo giorno di avvio dei saldi, sono partiti applicando subito lo sconto del 50%. Questo è preoccupante e non mette la categoria in grado di concorrere a parità di condizioni. A questo punto viene da domandarsi: ma se partiamo adesso con il 50%, il 4 marzo, data fissata per la fine dei saldi, che sconto dobbiamo applicare? È tutto il sistema delle liberalizzazioni che è sbagliato». Non resta che aspettare adesso il fine-settimana e aspettare che il bel tempo faccia la sua parte.

Marianna De Troia

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