Piscina, a gennaio via alla ripresa dei lavori

Giulianova. I tecnici comunali attendono l’avallo del ministero alle modifiche apportate al progetto
GIULIANOVA . «Attendiamo l’ok del ministero, dopodiché potremmo ricominciare i lavori, probabilmente a metà gennaio, e contiamo che la piscina di Giulianova possa riaprire al più presto». Non dà tempi certi per la riapertura il progettista e direttore dei lavori per la riqualificazione della piscina comunale Guido Iampieri dopo le polemiche sullo stop dei lavori per l’impianto chiuso da marzo. La piscina potrebbe riaprire al pubblico a fine aprile. Iampieri ricorda che l’intervento è stato finanziato in gran parte con 695mila euro grazie al bando ministeriale “Sport e periferie” e spiega le motivazioni per le quali i lavori sono ancora fermi. «C’erano ulteriori somme a disposizione», afferma, «così, in seguito a un confronto con i tecnici di “Sport e periferie”, abbiamo apportato migliorie al progetto che riguardano sia l’interno sia l’esterno della struttura, ma che devono avere l’ok del ministero. I cittadini attendono la riapertura dell’impianto, ma è necessario capire anche le tempistiche degli adempimenti amministrativi».
Il direttore dei lavori evidenzia anche il grande lavoro dei tecnici e il supporto dell’amministrazione comunale. «Siamo stati più volte a Roma per accelerare l’iter», continua, «con i tanti bandi in itinere non è semplice rapportarsi con il ministero, ma noi, insieme all’amministrazione, stiamo facendo di tutto per riconsegnare l’opera nel più breve tempo possibile». Altre polemiche erano sorte in merito alle misure della nuova vasca, che una volta completata sarà profonda un metro e mezzo per tutta la sua lunghezza. «Vorrei precisare anche che la piscina precedente aveva un’altezza di un metro 20 centimetri, fino ad arrivare a un massimo di circa 2 metri 20 centimetri», aggiunge Iampieri, «la vasca precedente dunque, con queste dimensioni, non era omologabile. L’altezza minima di una vasca per disputare ufficiali, secondo il regolamento della federazione nuoto, è di un 1 metro 35 centimetri. Inoltre, molti impianti oggi stanno chiudendo per gli alti costi di gestione, e il bando sport e periferie si prefiggeva appunto di ottimizzare il tutto, sia sui costi di realizzazione sia su quelli di gestione. In funzione di questo, e considerate anche le dimensioni generali dell’impianto, si è deciso di progettare una piscina con un’altezza standard di un 1 metro 50 centimetri, sufficiente per essere omologata per le gare di nuoto regionali. Se l’avessimo fatta più alta sarebbero aumentati sia i costi dei lavori sia quelli della futura gestione, e magari il Comune non avrebbe neanche intercettato il finanziamento».
Luca Venanzi

