Piscina a pezzi, la riapertura slitta ancora

18 Novembre 2015

I lavori di messa a norma fanno emergere gravi magagne, si spera di ripartire per l’8 dicembre

TERAMO. È diventata un’Odissea la riapertura della piscina comunale di Teramo. Nuovi intoppi rendono incerto l’avvio delle attività dopo l’affidamento che l’Asi di Teramo di Luisina Spinozzi si è aggiudicata per un anno, e così la data di riapertura auspicata dal sindaco al 1° novembre slitterà ancora. Infatti i lavori urgenti di messa a norma dell’obsoleto impianto dell’Acquaviva, per cui il Comune ha già stanziato 86mila euro, hanno fatto emergere nuove falle tanto che, dopo aver riempito la vasca, si è osservato un problema di malfunzionamento dei filtri che ha costretto gli operai a svuotarla nuovamente. Stessa cosa per le pompe delle caldaie, rivelatesi talmente malmesse da richiedere un rifacimento; e manca ancora all’appello la canna fumaria. Nuovi pronostici ipotizzano la riapertura per l’8 dicembre, ma per scaramanzia nessuno osa più ufficializzare date.

Intanto i gestori – gli stessi che insieme ad altre associazioni avevano portato avanti la gestione dell’impianto negli ultimi anni – stanno cercando di temporeggiare di fronte all’impazienza delle famiglie, e lavorano per offrire un ventaglio di servizi più ampio. I tradizionali corsi di pallanuoto, nuoto sincronizzato e attività per subacquei verranno affiancati da attività collaterali di ginnastica riabilitativa e posturale. La società sta ripensando la formula dei corsi di nuoto in “formato famiglia”, in modo che i genitori che accompagnano i figli possano intrattenersi in piscina per fare attività insieme, oppure nell’area fitness adiacente. L’altra novità è quella della “tata”: molti genitori non hanno tempo per seguire i bambini a rivestirsi ed asciugarsi negli spogliatoi, per questo ci saranno delle assistenti.

Amareggiati si sono dichiarati infine i gestori per le polemiche che hanno preceduto il bando (il Pd in particolare ha stigmatizzato il fatto che negli anni scorsi non fossero stati eseguiti nella piscina i necessari lavori di manutenzione, che spettavano ai gestori da bando). «La piscina», dicono i dirigenti dell’Asi, «è diventata terreno di scontro politico, ma riteniamo che chi è intelligente tace. Noi in questi anni non abbiamo manifestato a nessuno le nostre difficoltà legate alle condizioni pietose della piscina, rimboccandoci le maniche. Adesso le problematiche con cui abbiamo fatto i conti in silenzio stanno tutte venendo fuori».

Marianna De Troia

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