Piscina, la Croce Rossa chiede troppo: salta l’accordo

GIULIANOVA. L’accordo con la Croce Rossa sembra definitivamente saltato e di conseguenza la riapertura della piscina comunale di mattina e la domenica slitta ancora. Secondo indiscrezioni, il gruppo...
GIULIANOVA. L’accordo con la Croce Rossa sembra definitivamente saltato e di conseguenza la riapertura della piscina comunale di mattina e la domenica slitta ancora. Secondo indiscrezioni, il gruppo dei volontari della Cri avrebbe avanzato una richiesta di contributo ritenuta eccessiva dagli uffici comunali; pertanto la vice sindaco Nausicaa Cameli e l’assessore al personale Cristina Cartone si stanno rivolgendo ad altre associazioni del territorio.
Nel frattempo prosegue il balletto delle ipotesi sul futuro dell’impianto comunale. «Io sono a favore della gestione pubblica», dice Valerio Rosci, capogruppo di Articolo 1 Mdp in consiglio comunale, «ma al contrario del Pd che manda e-mail in Comune per dire il proprio punto di vista, io mi sono confrontato direttamente con la vice sindaco, l’assessore al personale e il dirigente per cercare una soluzione e garantire l’apertura del servizio al mattino». Dopo la stoccata al Pd Rosci precisa che è favorevole alla gestione pubblica dell’impianto. «Va scongiurata la gestione esterna che sarebbe un fallimento da parte del Comune. Ma il vero problema della piscina riguarda la regolamentazione degli ingressi». Attualmente la vendita dei biglietti, degli abbonamenti e la riscossione dei ticket è delegata ai dipendenti comunali, con tutti i rischi che ciò comporta. Una situazione non più gestibile secondo Rosci, che dice: «Il controllo degli ingressi toglie tempo alla vigilanza delle vasche e, in caso di incassi cospicui, i dipendenti rischiano l’aggressione di eventuali male intenzionati». La regolamentazione degli ingressi porterebbe due risultati: per prima cosa i dipendenti non sarebbero più costretti a fare da bigliettai e in secondo luogo si riuscirebbe ad avere il numero esatto degli ingressi, così da riuscire a migliorare l’offerta per cercare di mantenere in equilibro i conti. «Già nel 2014 avevo presentato una proposta in tal senso», dice Valerio Rosci, «tra le ipotesi c’era l’installazione di tornelli o un sistema informatizzato con tessera. Fu messa anche una somma di 20mila euro in bilancio per dare le gambe al progetto, ma poi la cosa non è mai andata in porto». Il problema degli orari della piscina va risolto al più presto secondo Rosci. «Nell’immediato si potrebbe studiare una turnazione diversa dei tre dipendenti in modo da permettere la riapertura al mattino per gli utenti che fanno le terapie in acqua. E poi una soluzione potrebbe già essere trovata con gli iscritti delle società private che hanno la gestione di quattro corsie negli orari pomeridiani».
Mirella Lelli
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