Pista ciclabile, mai indennizzati i proprietari
Alcuni vogliono chiedere i danni all’Unione dei comuni e rivolgersi alla Corte dei conti
ALBA ADRIATICA. Non solo lavori interrotti bruscamente e una variante progettuale ancora ferma al palo: ora i proprietari dei terreni interessati dalla nuova pista ciclabile lungo il torrente Vibrata chiedono le indennità mai onorate e minacciano richieste di risarcimento danni. Segnala, infatti, il gruppo di cittadini che da anni si oppone all’opera e ai relativi espropri: «Le indennità per le occupazioni di urgenza dei terreni non sono state mai pagate ai proprietari. Questo, nonostante le occupazioni più recenti risalgano a 13 mesi fa».
Gli stessi proprietari nei giorni scorsi hanno anche incaricato tecnici di fiducia di redigere perizie che definiscano l’entità dei danni provocati dai lavori già effettuati sui propri appezzamenti. Si tratta di una mossa propedeutica a una possibile azione legale contro soprattutto l’Unione dei comuni della Val Vibrata, che il gruppo di proprietari vuole avviare rivolgendosi anche alla Corte dei conti e alla Procura della Repubblica. Rischia così di aprirsi quindi un nuovo fronte, in una vicenda già di per sé difficile da gestire per gli enti interessati.
Del tratto della pista appaltato e finanziato dalla Regione per un milione e 350mila euro, cioè quello che avrebbe dovuto collegare Alba Adriatica a Corropoli, sono state realizzate solo alcune porzioni non collegate fra loro, a causa di ostacoli incontrati in corso d’opera. Per superarli sembra necessaria una maxi variante progettuale, che modifichi il percorso coinvolgendo nuovi terreni non interessati dal disegno originario e dalla gara di appalto. L’iter della variante sembra però essersi arenato tra gli uffici dell’Unione della Val Vibrata, titolare dell’opera, e quelli del Comune di Alba Adriatica, che deve dare la propria autorizzazione ma che sembra essersi messo di traverso. Continua quindi il gruppo di proprietari: «Se davvero, come sembra, ci sono dei vizi procedurali per cui l’opera potrebbe rimanere incompleta e quindi non essere mai collaudata, a quel punto chi sarà a pagare per le occupazioni e per gli ingenti danni provocati dai lavori? E quando? È necessario che le istituzioni facciano chiarezza».
Da ricordare che il gruppo di proprietari dei terreni si è già scontrato apertamente con l’Unione dei comuni della Val Vibrata a causa della documentazione inerente alla gara d’appalto, mai mostrata in maniera completa dall’ente consortile. (l.t.)
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