Pista ciclabile, pericoli per i blocchi di cemento

6 Giugno 2017

Roseto, devono proteggere pedoni e ciclisti ma sono anche un rischio per le auto Una Multipla si è schiantata distruggendo una ruota. Tacchetti: «Sono a norma» 

ROSETO. Divisori in cemento della pista ciclabile sud di Roseto sotto accusa per la loro pericolosità. Domenica mattina una Fiat multipla è finita contro i blocchi in cemento che dividono la ciclabile dalla carreggiata facendo esplodere la ruota anteriore destra oltre la rottura della coppa dell’olio, con il liquido che si è sversato sulla strada. Il proprietario dell’auto danneggiata ha già annunciato che presenterà il conto al Comune per il risarcimento dei danni. Da tempo i cittadini protestano evidenziando la forte pericolosità di questi divisori con l’aggravante di una scarsa segnaletica e un’illuminazione non sufficiente, oltre il restringimento notevole della strada. Ma questi divisori sono a norma? «Certo che sono a norma», assicura il geometra Domenico Pietrinferni, responsabile della sicurezza della pista ciclabile. «Quei blocchi di cemento garantiscono la sicurezza di pedoni e ciclisti». Alla domanda se si possono verniciare per migliorarne la visibilità notturna, il tecnico risponde così: «Tutto si può fare. Si potrebbe mettere una vernice rifrangente oppure un parapetto, ma purtroppo abbiamo un progetto con dei costi limitati. Si sarebbe potuto fare anche un divisorio unico ma con il doppio della spesa». Alcune piste ciclabili hanno i cordoli in gomma ma, a detta di Pietrinferni, non sono a norma perché non garantiscono la sicurezza. «È stato fatto tutto secondo criterio”, conferma il vicesindaco Simone Tacchetti, «c’è un problema di scarsa segnalazione soprattutto nelle ore notturne, anche se c’è da dire che lì i lavori non sono terminati. Manca la segnaletica della ciclabile e la linea di mezzeria a metà della carreggiata». Anche l’illuminazione risulta carente. «Questo è un altro discorso», continua Tacchetti, «si potrebbero mettere dei lampioni direttamente sulla ciclabile ma dovrebbe rientrare in un progetto di project financing che riguarderà tutta l’illuminazione cittadina». Tacchetti poi sposta il discorso sulla mancanza di risorse: «Dalla Regione sarebbero dovuti arrivare per la pista ciclabile oltre 500 mila euro, ma finora ne abbiamo avuti solo 65 mila. Siamo dovuti ricorrere a un’anticipazione di cassa di 100 mila euro per finire almeno i lavori iniziati. È chiaro che se avessimo avuto l’intera somma dalla Regione avremmo completato la pista ciclabile a nord arrivando in piazza Ponno e a sud ci sarebbe già la segnaletica. Per quanto riguarda il tratto nella riserva del Borsacchio contiamo di realizzarlo nei mesi di luglio e agosto, sempre se dalla Regione arrivano i soldi promessi».
Luca Venanzi
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