Pistola d’ordinanza a un 13enne, in aula il racconto del ragazzo
È in una udienza a porte chiuse che lui, oggi maggiorenne, ricostruisce e conferma i fatti per cui è a processo un ex carabiniere accusato dalla Procura di aver dato la sua Beretta d’ordinanza a un...
È in una udienza a porte chiuse che lui, oggi maggiorenne, ricostruisce e conferma i fatti per cui è a processo un ex carabiniere accusato dalla Procura di aver dato la sua Beretta d’ordinanza a un ragazzino di 13 anni facendolo sparare in aperta campagna. Ieri davanti al giudice monocratico Flavio Conciatori il ragazzo (oggi parte civile) è stato sentito come teste. L’imputato è l’ex l’appuntato dei carabinieri Mirko Ferrari, 38 anni, di Colonnella, accusato dalla Procura di aver dato la sua Beretta d’ordinanza al ragazzino facendolo sparare in aperta campagna (fatti avvenuti a Controguerra nel 2012). Per l’uomo ( all’epoca dei fatti in servizio in Puglia e l’anno scorso radiato dall’Arma) l'accusa è quella di aver «determinato il minore non imputabile a commettere il delitto di porto di arma da guerra in luogo pubblico e addestrato indebitamente il minore all'uso dell'arma». AGli viene contestata anche la detenzione illegittima di un proiettile per arma comune da sparo e deve quindi rispondere anche del reato di aver determinato il minore a commettere il delitto di detenzione di munizionamento comune da sparo.
Il ragazzino è il fratello di una conoscente del militare che negli anni scorsi è stato condannato a tre anni e dieci mesi dal tribunale di Ascoli per sequestro e lesioni personali alla donna. L'uomo è assistito dall’avvocato Florindo Tribotti.
Il ragazzino è il fratello di una conoscente del militare che negli anni scorsi è stato condannato a tre anni e dieci mesi dal tribunale di Ascoli per sequestro e lesioni personali alla donna. L'uomo è assistito dall’avvocato Florindo Tribotti.

