Più controlli, domani incontri tra i sindaci e in prefettura

22 Settembre 2020

TERAMO. «Torniamo a fare appelli alla responsabilità, in questa fase delicata in cui si registra l’aumento di casi». Il sindaco Gianguido D’Alberto annuncia una serie di iniziative per gestire la...

TERAMO. «Torniamo a fare appelli alla responsabilità, in questa fase delicata in cui si registra l’aumento di casi». Il sindaco Gianguido D’Alberto annuncia una serie di iniziative per gestire la difficile situazione.
«Il problema non è legato solo al nostro territorio, si deve fare rete. Ogni singolo Comune non può affrontare la situazione da solo. Mercoledì (domani per chi legge, ndr) convocherò il comitato ristretto dei sindaci per una risposta “di sistema” a livello provinciale», osserva. E comunque aggiunge che chiederà risposte ad ampio raggio, anche come presidente dell’Anci.
Ma non basta. «Vanno intensificati i controlli, ci vuole più vigilanza, ma con le regole che abbiamo oggi – il quadro normativo è diverso rispetto alla prima fase – se non scatta il senso di responsabilità del cittadino la risposta non può che essere insoddisfacente». D’Alberto ieri ha chiesto alla prefettura la convocazione di un vertice urgente con le forze dell’ordine, che si terrà, anche questo, domani mattina. E intanto già oggi terrà una riunione con i settori commercio e polizia municipale per vedere quali contromisure adottare. Una possibile sarebbero controlli notturni dei vigili urbani, che però sono pochi.
Il sindaco parla anche della riapertura dell’anno scolastico e della necessità di precauzioni massime: «Se aumentano i contagi sarà difficile la continuità dell’anno scolastico», avverte.
E anche da D’Alberto, come anche da Di Giosia e da Tarquini, arriva l’appello alle vaccinazioni, che inizieranno il 1° ottobre per gli ultra65enni e poco dopo per tutti gli altri: «È importante, stiamo lavorando per aprire punti di vaccinazione sul territorio perchè ci sia una campagna vaccinale massiccia».
E lancia un appello ai cittadini: «I contagi legati al rientro da Paesi stranieri hanno riacceso la diffusione del virus, accanto ai focolai legati ad attività ricreative. Ora questa fase è diversa: ora è colpita una fascia anagrafica diversa. E’ questo il momento della responsabilità». (a.f.)
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