«Più lavoro di promozione e un corso universitario»

Le risposte di Marcone1) Il motivo principale è senza dubbio l’assenza del lavoro e di prospettive per questa città, da un lato tanti figli di Atri studiano e fanno esperienza fuori regione sapendo...
Le risposte di Marcone
1) Il motivo principale è senza dubbio l’assenza del lavoro e di prospettive per questa città, da un lato tanti figli di Atri studiano e fanno esperienza fuori regione sapendo che qui non sarebbero valorizzati professionalmente, dall’altra chi rimane è obbligato purtroppo al pendolarismo da Atri per lavorare in altre città. Atri deve tornare ad avere un corso universitario di alta specializzazione che permetta ai giovani di scegliere di rimanere sviluppando conoscenze e competenze in ambiti che, insieme a un efficiente sistema di infrastrutture stradali, digitali e di trasporto, rendano la nostra terra attrattiva per le aziende. Va aggiunto anche un lavoro di promozione turistica in tutta Italia e nel mondo, anche attraverso le aziende del territorio che esportano all’estero e, infine, scelte politiche relative alle imposte comunali per agevolare chi decide di trasferirsi ad Atri.
2) Chiediamoci quanti cittadini, non dico italiani, anche semplicemente abruzzesi, al di fuori degli addetti ai lavori, sanno dell’esistenza di questi poli museali atriani che ospitano ricchezze artistiche che nulla hanno da invidiare a musei molto più famosi. Il tema riguarda sempre e comunque l’aspetto della promozione turistico-culturale della nostra città e del suo patrimonio, che non è mai stata fatta in modo strategico e mirato. Per quanto riguarda il Bar del Teatro, invece, un nuovo sviluppo turistico della città lo riporterebbe indubbiamente a splendori di altri tempi.
3) Il nucleo industriale e quello artigianale di Atri hanno bisogno di infrastrutture tecnologiche e di trasporto che permettano un collegamento agevole con la dorsale autostradale adriatica e con Roma e, magari, anche di incentivi che possiamo garantire, non di certo con fondi comunali, ma con l’attenzione che un’amministrazione deve garantire rispetto a temi strategici, come l’inclusione del polo industriale e artigianale nella Zes unica.
4) C'è necessità di sviluppare nuove aree parcheggio per l’ingresso al centro città. Abbiamo già individuato alcune aree in disuso che andrebbero destinate a tal fine.
5) Il San Liberatore di Atri è un’eccellenza del territorio. Tutti riconosciamo il ruolo che ha avuto durante il periodo tragico della pandemia: tutti ci saremmo aspettati una gratificazione per lo sforzo fatto dal personale e dall’intera struttura. Eppure, al termine del periodo pandemico non abbiamo visto altro che penalizzazioni. Come amministrazione ci opporremo a questa scelta con la libertà che ci contraddistingue, motivando, dati alla mano, gli innumerevoli motivi per cui la provincia di Teramo e l’intero Abruzzo hanno bisogno dell’ospedale San Liberatore non soltanto in occasione delle situazioni emergenziali. Inoltre, faremo sentire forte le nostre istanze nell’ambito del comitato ristretto dei sindaci.
6) Immaginiamo un’Atri che sia vicina alle persone anziane ma che non trascuri, per questo, i giovani, che garantisca occupazione, turisticamente attrattiva e digitalmente sviluppata, che progetti a un tavolo insieme alle aziende locali iniziative coordinate, un’Atri che valorizzi il patrimonio culturale, architettonico e paesaggistico che possiede. Immaginiamo, insomma, un’Atri che non sia solo terra di partenza ma anche terra di ritorno, per chi va a fare esperienze fuori, e di arrivo per i tanti turisti che potranno scoprire la città.
Enrico Cipolletti
1) Il motivo principale è senza dubbio l’assenza del lavoro e di prospettive per questa città, da un lato tanti figli di Atri studiano e fanno esperienza fuori regione sapendo che qui non sarebbero valorizzati professionalmente, dall’altra chi rimane è obbligato purtroppo al pendolarismo da Atri per lavorare in altre città. Atri deve tornare ad avere un corso universitario di alta specializzazione che permetta ai giovani di scegliere di rimanere sviluppando conoscenze e competenze in ambiti che, insieme a un efficiente sistema di infrastrutture stradali, digitali e di trasporto, rendano la nostra terra attrattiva per le aziende. Va aggiunto anche un lavoro di promozione turistica in tutta Italia e nel mondo, anche attraverso le aziende del territorio che esportano all’estero e, infine, scelte politiche relative alle imposte comunali per agevolare chi decide di trasferirsi ad Atri.
2) Chiediamoci quanti cittadini, non dico italiani, anche semplicemente abruzzesi, al di fuori degli addetti ai lavori, sanno dell’esistenza di questi poli museali atriani che ospitano ricchezze artistiche che nulla hanno da invidiare a musei molto più famosi. Il tema riguarda sempre e comunque l’aspetto della promozione turistico-culturale della nostra città e del suo patrimonio, che non è mai stata fatta in modo strategico e mirato. Per quanto riguarda il Bar del Teatro, invece, un nuovo sviluppo turistico della città lo riporterebbe indubbiamente a splendori di altri tempi.
3) Il nucleo industriale e quello artigianale di Atri hanno bisogno di infrastrutture tecnologiche e di trasporto che permettano un collegamento agevole con la dorsale autostradale adriatica e con Roma e, magari, anche di incentivi che possiamo garantire, non di certo con fondi comunali, ma con l’attenzione che un’amministrazione deve garantire rispetto a temi strategici, come l’inclusione del polo industriale e artigianale nella Zes unica.
4) C'è necessità di sviluppare nuove aree parcheggio per l’ingresso al centro città. Abbiamo già individuato alcune aree in disuso che andrebbero destinate a tal fine.
5) Il San Liberatore di Atri è un’eccellenza del territorio. Tutti riconosciamo il ruolo che ha avuto durante il periodo tragico della pandemia: tutti ci saremmo aspettati una gratificazione per lo sforzo fatto dal personale e dall’intera struttura. Eppure, al termine del periodo pandemico non abbiamo visto altro che penalizzazioni. Come amministrazione ci opporremo a questa scelta con la libertà che ci contraddistingue, motivando, dati alla mano, gli innumerevoli motivi per cui la provincia di Teramo e l’intero Abruzzo hanno bisogno dell’ospedale San Liberatore non soltanto in occasione delle situazioni emergenziali. Inoltre, faremo sentire forte le nostre istanze nell’ambito del comitato ristretto dei sindaci.
6) Immaginiamo un’Atri che sia vicina alle persone anziane ma che non trascuri, per questo, i giovani, che garantisca occupazione, turisticamente attrattiva e digitalmente sviluppata, che progetti a un tavolo insieme alle aziende locali iniziative coordinate, un’Atri che valorizzi il patrimonio culturale, architettonico e paesaggistico che possiede. Immaginiamo, insomma, un’Atri che non sia solo terra di partenza ma anche terra di ritorno, per chi va a fare esperienze fuori, e di arrivo per i tanti turisti che potranno scoprire la città.
Enrico Cipolletti

