Pm e parti civili fanno ricorso contro l’assoluzione di Profeta
TERAMO. La Procura della Repubblica di Teramo ha depositato un ricorso in appello contro l'assoluzione dell'ex direttore generale della Banca di Teramo, Roberto Profeta, dalle accuse di estorsione e...
TERAMO. La Procura della Repubblica di Teramo ha depositato un ricorso in appello contro l'assoluzione dell'ex direttore generale della Banca di Teramo, Roberto Profeta, dalle accuse di estorsione e uso di atto falso. L'assoluzione, giunta al termine del processo con rito abbreviato, è stata impugnata anche dalle parti civili rappresentate dall'avvocato Gianni Falconi.
Profeta, difeso dall'avvocato Fabrizio Acronzio, era stato rinviato a giudizio perché, secondo la Procura (titolare del fascicolo il pm Greta Aloisi), in qualità di direttore generale della Banca di Teramo, avrebbe costretto un imprenditore teramano ad acquistare azioni dell'istituto di credito per circa 60 mila euro prospettandogli, in caso di rifiuto, «il mancato pagamento dell'importo dovuto dalla Banca di Teramo ad una ditta di cui erano titolari la moglie dell'imprenditore ed uno dei figli ed il mancato rinnovo dell’autorizzazione degli scoperti sui conti correnti intrattenuti con l’istituto di credito con la stessa azienda, e con un’altra azienda i cui soci erano i due figli dell'imprenditore».
La Procura aveva contestato all'ex dg anche di aver costretto l’uomo ad acquistare dieci tessere di abbonamento del Teramo calcio e due del Teramo basket e a versare somme in denaro a titolo di sponsorizzazione per diverse associazioni.

