Poche donne ai vertici dello sport

26 Gennaio 2018

Studio internazionale con una ricercatrice dell’ateneo teramano

TERAMO. Tiziana Di Cimbrini, ricercatrice della facoltà di Scienze politiche dell'università di Teramo, partecipa a uno studio sulla parità di genere nella governance delle organizzazioni sportive nell'ambito di un progetto di ricerca Erasmus+, finanziato con 320 mila euro dalla Commissione Europea, che coinvolge cinque Paesi europei. L'università di Teramo collabora, infatti, con altre quattro università europee al progetto di ricerca “Corporate governance in sport organizations: a gendered approach (Gesport)” che ha lo scopo di promuovere una maggiore partecipazione femminile negli organi direttivi delle federazioni e delle associazioni sportive coerentemente con il programma Erasmus + Sport, identificando strumenti efficaci di promozione dell'equilibrio di genere. Nell'ambito del progetto, che è partito il 1° gennaio e si concluderà il 31 dicembre 2020, si è già tenuto il primo meeting transnazionale all'università di Saragozza, in Spagna. «L'ordinamento legislativo italiano», ha spiegato Di Cimbrini, «rispetto a quello di altri Paesi, ha dimostrato una buona sensibilità nei confronti del tema della parità di genere. Basti pensare a quanto la nostra Costituzione sia attenta in questo senso, al nostro Codice delle pari opportunità tra uomo e donna e all'introduzione di quote di genere nei consigli di amministrazione delle società quotate in borsa. Questa sensibilità, però, non trova un adeguato riscontro nel mondo dello sport italiano in cui, come una recente inchiesta giornalistica ha rilevato le donne vincono, ma non contano. Questo progetto di ricerca può aiutare le donne che aspirano a una carriera all'interno delle organizzazioni sportive a scardinare il monopolio maschile».